Il 21 marzo è la "Giornata delle vittime di mafia". Abbiamo voluto ricordarle e fare il punto sul contrasto alle mafie nel nostro Paese con Andrea Bigalli, referente di LIBERA per la Toscana, intervistato da Claudio Coppini. Di seguito una breve sintesi.

"Don Bigalli, qual' è il senso e quali sono gli obiettivi di una giornata come questa?" "E' prima di tutto un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle storie di quelle vittime. È una giornata di arrivo e ripartenza per il nostro agire al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità, diritto che appartiene alla persona vittima, ai familiari della stessa, ma anche a noi tutti. È altresì il momento in cui dare spazio alla denuncia della presenza delle organizzazioni criminali mafiose e delle connivenze con politica, economia e massoneria deviate. Perchè ogni volta leggete ad uno ad uno i nomi delle vittime?  

 "Leggere i nomi delle vittime, scandirli con cura, è un modo per far rivivere quegli uomini e quelle donne, bambini e bambine, per non far morire le idee testimoniate, l’esempio di chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e ai ricatti che gli imponevano di derogare dal proprio dovere professionale e civile, ma anche le vite di chi, suo malgrado, si è ritrovato nella traiettoria di una pallottola o vittima di potenti esplosivi diretti ad altri. Storie pulsanti di vita, di passioni, di sacrifici, di amore per il bene comune e di affermazione di diritti e di libertà negate."

Abbiamo voluto condividere con Andrea Bigalli anche la storia apparsa il 19 marzo scorso sul Corriere della Sera, di uno chef che, divenuto famoso, è tornato in Sicilia per investire con proprie attività, ma  ha dovuto combattere una durissima battaglia contro il pizzo. Non si è mai arreso, ma dopo  tanti anni vorrebbe ritrovare un po' di serenità.

Rimangono molte preoccupazioni per il futuro della legalità in Italia, anche per la gravissima situazione economica prodotta dalla pandemia che offre alle mafie nuove opportunità di mettere i suoi tentacoli su attività e aziende in crisi.

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