Si stima che il 10% delle donne a livello mondiale in gravidanza e in media circa 15 bambini su 10.000 nati in tutto il mondo siano colpiti da sindrome fetoalcolica (FAS) e da spettro dei disordini fetoalcolici (FASD), disabilità permanenti di tipo fisico, mentale e comportamentale con implicazioni a lungo termini provocate sul feto dall’alcol gestazionale.

Il Ministero della salute ha affidato al Centro nazionale dipendenze e doping dellIstituto superiore di sanità un progetto pilota con gli obiettivi di monitorare il consumo di alcol in gravidanza e la conseguente esposizione fetale, informare sui rischi dellalcol in gravidanza attraverso la diffusione di opuscoli e altri strumenti operativi su tutto il territorio nazionale, e formare operatori sanitari e assistenti sociali sulla prevenzione, la diagnosi e il trattamento di FAS e FASD.

LAlleanza Europea per la Sindrome fetoalcolica, durante la gravidanza, nei momenti appena precedenti ad essa, quando si desidera avere un figlio e anche se si è ad alto rischio di gravidanza non pianificata, raccomanda lastinenza come unica indicazione da dare e seguire”.

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano la dott.ssa Simona Pichini, prima ricercatrice e direttrice dell’Unità di farmacotossicologia analitica del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatrice del progetto pilota.

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