Saturo l’ospedale avventista. Tra i morti anche alcuni membri di chiesa.

HopeMedia Italia – È salito a 1.941 morti e 6.900 feriti il bilancio ancora provvisorio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito il sud-ovest di Haiti il 14 agosto. Oggi, i leader avventisti del settimo giorno hanno confermato che tra di essi vi sono anche 12 membri di chiesa deceduti e 21 feriti.
“Sono sopraffatto dalla tristezza per tutte le notizie e le fotografie che arrivano dalla chiesa nel territorio della missione meridionale” ha affermato il past. Pierre Caporal, presidente della chiesa avventista ad Haiti “Non sappiamo dove si trovino molti dei nostri membri perché ci sono strade e paesi non percorribili a causa degli enormi danni causati dal terremoto”.

Ancora dispersi 
Caporal, che monitora la situazione dalla capitale, Port-au-Prince, ha parlato anche della distruzione degli edifici. 20 famiglie avventiste non hanno più la casa, cinque chiese della denominazione sono state distrutte e altre sette sono state parzialmente danneggiate. Danni hanno riportato anche sei scuole. I dirigenti della chiesa sono in attesa di ricevere aggiornamenti dalle aree più impraticabili e hanno creato un comitato speciale per accertare i bisogni più urgenti all’interno della comunità ecclesiale.

“La gente è ancora molto spaventata perché dopo il terremoto iniziale ci sono state diverse scosse di assestamento” ha aggiunto Caporal che ha ricordato quanto sia difficile dimenticare la devastazione causata dal sisma del 2010 che colpì Port-au-Prince, uccidendo più di 200.000 persone. Ora, con la tempesta tropicale Grace che porta forti piogge sull’isola, “gli effetti del disastro sono molto vividi nella mente di tanti”.

Dalle ore successive al terremoto l’agenzia umanitaria avventista Adra Haiti è sul campo per valutare i bisogni più urgenti della comunità. Nonostante tutti gli ostacoli il team locale lavora per fornire kit di sicurezza e beni di prima necessità ai sopravvissuti al terremoto. “Ci stiamo anche coordinando a stretto contatto con l’ospedale avventista di Haiti per vedere come assistere al meglio le persone colpite e che hanno urgente bisogno di cure” ha affermato Fritz Bissereth, direttore nazionale di Adra Haiti.

Medici e infermieri sono stati inviati dall’ufficio dell’Unione, insieme ad alcuni membri del personale dell’ospedale avventista, a Les Cayes, una città costiera gravemente colpita dal terremoto, per fare delle valutazioni e aiutare le persone con maggiori necessità. “Continueremo a monitorare e a lavorare per fornire assistenza” ha ribadito Caporal.

Intanto, Adra Italia, attraverso i fondi dell’8×1000,  sta contribuendo alla raccolta fondi lanciata dal network di Adra International per aiutare gli interventi in loco.

Ospedale avventista fornisce assistenza 24 ore su 24 
All”Hôpital Adventiste d’Haïti, situato a Diquini, Carrefour, a Port-au-Prince, continuano ad arrivare i feriti senza sosta. “Abbiamo iniziato a operare dal sabato pomeriggio e poi per tutta la notte, tutto il giorno di domenica e per tutto il lunedì” ha affermato il dott. Scott Nelson, direttore medico e chirurgo ortopedico dell’ospedale. I pazienti si sono riversati nell’ospedale occupando i 22 posti letto aggiuntivi allestiti nel nuovo reparto in fase di ristrutturazione. “Alcuni pazienti sono stati sistemati per terra, altri fuori anche durante la tempesta tropicale che ci ha colpito”.

La grande maggioranza dei feriti ha bisogno di un intervento chirurgico ortopedico. “Una paziente è arrivata da Les Cayes dopo che era fuggita fuori dalla sua casa che stava crollando. Con lei c’era un uomo che non ce l’ha fatta” ha raccontato il chirurgo “È venuta da noi con fratture del femore a entrambi gli arti e l’abbiamo operata. È andato tutto bene e domani potrà rialzarsi”.

L’ospedale ha montato sei tende all’esterno per far fronte al flusso di pazienti. “Il nostro ospedale è unico nel fornire interventi di chirurgia traumatologica” ha spiegato Jere Chrispens, amministratore dell’ospedale avventista di Haiti. “Molti ospedali della zona inviano qui i pazienti bisognosi di un intervento chirurgico in cambio di cure postoperatorie” ha aggiunto.

“Le nostre equipe chirurgiche hanno lavorato 16-20 ore al giorno in ciascuna delle tre sale operatorie dell’ospedale” ha detto Chrispens “Questo può andare avanti per settimane”.

50% in più di capacità
Cinque membri del personale medico della Loma Linda University e di altre parti degli Stati Uniti arriveranno ad Haiti per tutta la settimana per dare un po’ il cambio ai colleghi impegnati 24 ore su 24. Inoltre, una dozzina di volontari della chiesa locale aiutano nei servizi di cucina e lavanderia.
“Il nostro ospedale ha oltre il 50% di capacità in più” ha precisato Chrispen. La struttura ha normalmente 50 posti letto disponibili, 36 per gli adulti e 14 in pediatria, ma con l’aumento del numero di pazienti, ha fatto spazio a 60-65 posti letto in più per l’assistenza agli adulti.

Nei prossimi giorni l’ospedale riceverà le forniture sanitarie necessarie, mentre un team della Loma Linda University continuerà a coordinare i viaggi del personale medico che fornirà assistenza chirurgica nelle prossime settimane. Inoltre, l’Unione avventista, l’ospedale e Adra Haiti hanno unito le forze e lavorano insieme per assistere le vittime.

Personale ospedaliero più preparato ad affrontare la crisi 
Chrispens ha osservato che il numero dei feriti non è paragonabile all’afflusso di pazienti che travolsero l’ospedale nel 2010, quando tutto il personale (200 persone) lavorò senza risparmiarsi per curare i feriti di allora, non trascurando i normali pazienti ambulatoriali e i casi di emergenza che si verificano ogni giorno.

“Conosciamo le lesioni che vediamo ora, poiché abbiamo acquisito molta esperienza 11 anni fa” ha spiegato il dott. Nelson che dal 2010 ha eseguito centinaia di interventi chirurgici ortopedici. “La differenza è che l’ospedale e il personale sono molto più preparati ad affrontare questa crisi e curare le persone colpite da questo disastro” ha continuato. Il nosocomio è impegnato anche in cure a lungo termine, come riabilitazione e operazioni aggiuntive.

“Abbiamo il privilegio di essere qui a curare queste persone straordinarie” ha concluso Nelson “È meraviglioso [per noi cristiani credenti] poter assistere alla guarigione che viene dall’alto e vedere i nostri pazienti iniziare già ad alzarsi dopo aver subito operazioni importanti”.

Rimanere vigili
Secondo il presidente della chiesa avventista ad Haiti, il recente terremoto è un promemoria di ciò che la Bibbia dice sulla fine dei tempi. “Stiamo affrontando molte sfide, ma dobbiamo fissare i nostri occhi su Gesù perché sappiamo che tutti questi eventi nel mondo sono segni del suo imminente ritorno” ha affermato Caporal che ripete questo messaggio ogni giorno nelle riunioni, ai dirigenti, ai membri e alla stazione radio “Voix de l’Esperance” ( Voce della Speranza) della chiesa.

“Nel portare conforto e assistenza, vogliamo che le persone sappiano che siamo destinati alla vita e dobbiamo rimanere vigili in questo momento perché la nostra liberazione è molto vicina” ha concluso Caporal.

[Foto: Haitian Union e Scott Nelson. Fonte: Ann]

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