L’Università del Piemonte Orientale ha organizzato un seminario sull’assistenza nel fine vita in una prospettiva transculturale. L’incontro del 27 aprile scorso era rivolto agli studenti del primo anno del corso di laurea di Infermieristica nella sede di Alessandria.
Anche quest’anno, tra i relatori invitati, è intervenuto Stefano Calà, pastore della chiesa avventista della città piemontese (nella foto qui sotto). Calà ha presentato agli oltre quaranta studenti intervenuti, la visione della denominazione, i diritti garantiti dall’intesa anche in ambito ospedaliero così come le sensibilità richieste al personale che si interfaccia con i pazienti di fede avventista, il tutto all’interno di un dialogo più ampio tra diverse confessioni religiose.
L’iniziativa si inserisce nel percorso didattico del corso di laurea, con l’obiettivo di offrire agli studenti strumenti utili per affrontare situazioni complesse in ambito sanitario, dove sensibilità culturali e spirituali giocano un ruolo rilevante.

Come già avvenuto nelle edizioni precedenti, il seminario ha visto la partecipazione di esponenti di varie realtà religiose; insieme al past. Calà c’erano un sacerdote cattolico, un pastore valdo-metodista, un esponente del mondo islamico, tutti chiamati a confrontarsi su temi legati alla dignità della persona, all’accompagnamento nel fine vita e al rispetto delle diverse convinzioni dei pazienti. Un approccio che rispecchia anche i principi del codice deontologico infermieristico, orientato a garantire un’assistenza priva di discriminazioni e attenta alla globalità della persona.
L’incontro ha confermato il valore di un dialogo aperto tra mondo accademico e realtà religiose, contribuendo a formare professionisti più consapevoli e preparati a operare in contesti sempre più multiculturali.
Un’esperienza che, anche nel 2026, ribadisce l’importanza di integrare competenze tecniche e sensibilità umana nel percorso di cura.
[Foto: Tyler Olson, Dreamstime.com e Stefano Calà]







