Michele Abiusi – “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo…” (Galati 5:22).

Viviamo in un’epoca in cui è difficile vedere le persone serene e sorridenti. La gente, già di prima mattina, è rabbuiata! Tutte le mattine, alle 6.30, esco con il mio cane per una passeggiata. incontro quasi sempre le stesse persone e le saluto sorridente, perché le vedo già pensierose.

Nel presentare l’immagine della vite e dei tralci, Gesù afferma: “Vi ho detto queste cose affinché la mia allegrezza dimori in voi” (Giovanni 15:11). Nella preghiera sacerdotale Gesù invoca il Padre e prega perché i suoi seguaci vivano la stessa esperienza piena che lui ha vissuto: “… affinché abbiano compiuta in se stessi la mia gioia” (Giovanni 17:13).

Qual era la gioia, l’allegrezza del Cristo? La salvezza dell’umanità! Era venuto al mondo con questo scopo. “… sopportò la prova per la gioia che gli era posta dinanzi” (Ebrei 12:2).

Gesù aveva inaugurato il regno di Dio non come lo aspettavano i Giudei dell’epoca, i discepoli in particolare, e gli Zeloti. Non era venuto a liberare dal giogo dei Romani, ma a inaugurare il vero regno che, come lo definisce l’apostolo Paolo, è “giustizia, pace e allegrezza nello Spirito Santo” (Romani 14:17).

In qualità di credenti, come figli di Dio, dobbiamo chiedere allo Spirito che ci dia questo sentimento e dobbiamo vivere questa allegrezza per diversi motivi:

Gioia della parola. “Appena ho trovato le tue parole, io le ho divorate; le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me, Signore, Dio degli eserciti” (Geremia 15:16). Fin dal mattino, per ricevere un condizionamento positivo! Questo è il consiglio di E. G. White (scrittrice cristiana e co-fondatrice della Chiesa avventista, ndr), che ho fatto mio da tantissimo tempo.

Gioia della salvezza. “rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Luca 10:20).

Gioia della speranza. “siate allegri nella speranza, pazienti nelle afflizioni, perseveranti nella preghiera” (Romani 12:12).

Gioia della predicazione. Descrivendo la predicazione del vangelo in Samaria, Luca commenta: “e vi fu grande allegrezza in quella città” (Atti 8:4-8).

Gioia del culto comunitario. “rendendo grazie con allegrezza al Padre che vi ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce” Colossesi 1:12. Compito del pastore, del sacerdote e degli anziani di chiesa è aiutare i credenti ad avere questa gioia. “Noi non signoreggiamo sulla vostra fede, ma siamo collaboratori della vostra gioia, perché nella fede già state saldi” (2 Corinzi 1:24).

Mi piace un pensiero di Friederich Shiller in La pulzella d’Orléan: il dolore è breve, la gioia eterna.
Incoraggio tutti ad avere piena fiducia in Dio che è la nostra allegrezza. 

 

 

 

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