Al Consiglio annuale, la Chiesa celebra tre decenni di un movimento di donne in missione.
Durante il programma serale del 10 ottobre, i Ministeri Femminili della Chiesa avventista hanno celebrato il loro trentesimo anniversario, mettendo in luce le storie di donne che hanno avuto influenza nel mondo attraverso la loro dedizione alla missione e al servizio. Il programma del Consiglio annuale, dal tema “Amo raccontare la storia”, ha tracciato una linea continua dalle pioniere alle donne che servono in prima linea nella missione oggi.
Il momento si è aperto con una sfilata delle nazioni, formata da donne in abiti tradizionali che portavano le bandiere dei vari Paesi nell’auditorium della sede centrale della denominazione, negli Stati Uniti.
La storia in breve
Decenni prima della nascita del dipartimento, Sarepta M. I. Henry si impegnò in un ministero con e per le donne, e ricevette il sostegno della Chiesa. Cominciò a viaggiare, a tenere seminari e a scrivere regolarmente per la rubrica “Women’s Gospel Work” (L’opera evangelistica delle donne) sulle riviste Adventist Review e Sabbath Herald.
L’impegno organizzativo subì una battuta d’arresto dopo la sua morte. Quasi un secolo dopo, il dipartimento moderno vide la luce grazie a una consultazione alla fine degli anni ’80 e all’istituzione di un ufficio per i Ministeri Femminili nell’ottobre 1990. Infine, un voto del 4 luglio 1995 sancì la creazione del dipartimento della Chiesa mondiale (o Conferenza Generale), presto adottato in tutte le Regioni della denominazione globale.
Oggi, la sua missione è quella di “sostenere, incoraggiare e stimolare” le donne avventiste in quanto discepole, con priorità su tre parole chiave, “Nutrire, Potenziare e Testimoniare”, ha affermato Galina Stele, direttrice dei Ministeri Femminili a livello mondiale.
Donne in missione
La narrazione ha ampliato l’orizzonte dalle pioniere al presente. Brevi profili del passato e testimonianze odierne hanno messo in luce donne di primo piano nell’educazione, nella salute, nell’editoria e nel servizio umanitario.
Nei vari Paesi dove sono presenti, le donne hanno dato spazio a formazione, iniziative pratiche e di emergenza nei loro territori, per promuovere benessere e stili di vita sani, prevenire violenza e abusi con la Giornata enditnow, intervenire con aiuti umanitari nei disastri naturali.
Un video ha ripercorso la forza delle donne nei diversi continenti. Per esempio, in Africa, il ministero si è esteso oltre le mura delle prigioni del Kenya, fornendo supporto e contatti ai detenuti e alle loro famiglie; in Ruanda sette chiese sono state riaperte grazie all’impegno congiunto delle donne locali; mentre un Centro di speranza nel Congo occidentale insegna informatica e agricoltura.
In Ucraina, quasi 2.000 donne utilizzano una comunità Telegram per far testimoniare il vangelo e incoraggiarsi a vicenda.
“Generazioni di donne avventiste hanno portato avanti la missione, attraversando oceani, abbattendo barriere e trasformando la vita delle persone con la Scrittura in mano e la volontà di servire” sottolineava il video.
Volontaria in Nepal
VividFaith, ministero avventista che mette in contatto le persone con le opportunità di volontariato e di lavoro incentrate sulla missione nel mondo, ha collegato l’anniversario a una crescente offerta di servizi missionari.
Dal 2023, oltre 2.162 missionari hanno accettato gli appelli lanciati tramite la piattaforma, circa il 60% di loro sono donne che prestano servizio di volontariato come insegnanti, infermiere, evangeliste e direttrici scolastiche.
La dott.ssa Jocelyn Gayares, psichiatra, specializzata in psichiatria infantile e adolescenziale, è entrata a far parte dello Scheer Memorial Adventist Hospital, in Nepal, nel 2021 nell’ambito del progetto “Missione nella finestra 10/40” della Chiesa. In un Paese di circa 30 milioni di abitanti, dove operano poco più di 140 psichiatri, ha contribuito ad ampliare l’accesso alla salute mentale attraverso le attività cliniche, il caravan che gira per le scuole e lo sviluppo del personale ospedaliero.
I vincoli legali sull’evangelizzazione in Nepal influenzano il modo in cui la fede viene espressa in ambito clinico, ma rimangono comunque delle vie praticabili, ha affermato Gayares. In ospedale, i bambini trovano libri di fiabe cristiane nell’area giochi del reparto pediatrico e la chiesa locale coinvolge le famiglie con programmi sabbatici e attività scoutistiche.
“Continuiamo semplicemente a servire e lasciamo che siano gli incontri quotidiani a parlare” ha spiegato la dottoressa.
Questo approccio è stato messo alla prova durante i recenti disordini. Mentre le proteste si riversavano nelle strade, l’ospedale Scheer Memorial ha convertito gli spazi per fornire aiuti di emergenza, cibo e triage. I medici hanno curato i feriti, nonostante il coprifuoco e i blocchi stradali.
“È stato davvero un momento spaventoso” ha spiegato Gayares “Tuttavia, sapevo che Dio aveva il controllo”. Poi, rivolta alle donne avventiste di tutto il mondo, ha aggiunto: “Siate coraggiose e fatevi coraggio, perché il nostro Dio è fedele e ci protegge sotto le sue ali”.
A conclusione, il presidente della Conferenza Generale, Erton Köhler, ha sottolineato la necessità dell’unità nella missione.
“Per portare a termine l’opera, abbiamo bisogno di tutti” ha esortato.
Angelica Sanchez
[Fonte: ANN. Traduzione e adattamento: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Foto: Peterson Fagundes]










