Apocalisse in breve. Due terribili bestie
9 Settembre 2014

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Apocalisse in breve. Due terribili bestie
9 Settembre 2014

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

NA - Notizie AvventisteFrancesco Zenzale – “Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi. La bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell’orso e la bocca come quella del leone. Il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e una grande autorità” (Ap 13:1-2)… “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Essa esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, e faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata guarita. E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini” (Ap 13:11-13).

In Apocalisse 13 agiscono due figure animalesche. Due figure contrastanti nell’aspetto esteriore – l’una è una strana fiera composita, l’altra ha l’apparenza di un mite agnello – ma paradossalmente somiglianti nell’agire – l’una e l’altra compiono azioni prepotenti e brutali.

La prima bestia emerge dal mare e presenta un aspetto multiforme: ha il corpo di leopardo, le zampe di orso e le fauci leonine; dal corpo si dipartono sette teste e dalle teste dieci corna (Ap 13:1-2). Lo strano animale riceve autorità da un gran drago rosso che è comparso sulla scena apocalittica nel capitolo precedente (Ap 12). Poi una delle teste della bestia è ferita mortalmente, ma la ferita guarisce tra lo stupore ammirato del mondo. La bestia che emerge dal mare parla con arroganza e agisce con perversità per 42 mesi (1.260 anni) perseguitando “i santi” e ricevendo l’omaggio riverente degli abitanti della terra “i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello” (Ap 13:2-8).

La seconda figura animalesca ha l’aspetto di un agnello e procede dalla “terra” (Ap 13:11). La cosa strana è che nonostante l’aspetto mansueto, questo simbolico animale esercita la stessa autorità della bestia che lo ha preceduto e usa il medesimo linguaggio del selvaggio drago rosso (Ap 13:12). Il falso agnello seduce gli abitanti del mondo con i prodigi che gli è dato di compiere, propone e realizza una riproduzione e animazione della prima bestia, e conferisce a quest’immagine animata della prima bestia il potere di imporsi al mondo come oggetto di culto e di comminare pesanti sanzioni agli inadempienti (Ap 13:13-17).

Indubbiamente queste due terribili bestie, così configurate, rappresentano due realtà politico-religiose ostili a Dio e al suo popolo. Quali oscuri eventi presagiscono le loro diaboliche attività?

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