Quando il Braille apre il cuore alla Bibbia
27 Luglio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Quando il Braille apre il cuore alla Bibbia
27 Luglio 2026

La storia di Carleeta, una donna sordocieca, e del suo amico Ken.

Per molte persone che non possono né sentire né vedere, avvicinarsi alla Parola di Dio può essere difficile. Con l’aiuto della tecnologia e la disponibilità di amici vedenti, la Bibbia diventa però un’esperienza condivisa che rafforza la fede e la fraternità.

Questa è la storia di Carleeta Manser, una testimonianza di coraggio e fiducia, sul potere trasformativo dello studio della Scrittura. L’ha raccolta il suo amico Ken Long con cui la donna sordocieca legge sui testi in Braille (il sistema di lettura e scrittura a rilievo per le persone cieche o ipovedenti).

Pubblichiamo l’articolo in questo periodo di metà estate, per la Giornata internazionale dell’Amicizia che si celebra il 30 luglio. La ricorrenza, istituita dall’ONU nel 2011, promuove la pace, la solidarietà e il dialogo tra persone e culture diverse, riconoscendo il valore universale di un sentimento che non ha confini di sorta.

L’esperienza di Carleeta Manser e Ken Long
Amo leggere la Bibbia perché la Parola di Dio ha un significato profondo nella mia vita. Attraverso le Scritture, imparo chi è Dio e come vivere per fede. La sua Parola mi trasforma: plasma il mio pensiero, conforta il mio cuore e mi insegna come diventare più simile a Gesù. Ogni volta che leggo, mi sento incoraggiata e ricevo saggezza per la giornata che mi attende.

Uno dei miei passi preferiti è il Salmo 139, ricorda che Dio mi conosce completamente e mi ha formato nel grembo di mia madre. Quando rifletto su versetti come questi, penso a chi è Dio e a cosa sta facendo nella mia esistenza. A volte questa riflessione è dolorosa perché mi mostra gli ambiti in cui ho bisogno di crescere, ma anche allora il Signore mi guida e mi incoraggia dolcemente sul suo cammino.

Non più soli
Leggere la Bibbia insieme a qualcun altro mi dà grande gioia. In passato l’ho fatto da sola, ma essendo sordocieca può essere un’esperienza solitaria.

Sfogliare le pagine con il dottor Ken Long mi ha aiutato a crescere in molti modi. Trova argomenti che mi interessano davvero. Nella mia condizione di disabilità, trovare risorse adatte a me può essere frustrante e richiedere molto tempo, e per questo evito gli studi che utilizzano contenuti video. Ecco perché apprezzo molto i testi chiari e scritti che possono essere condivisi sull’app YouVersion Bible.

Gli occhi si aprono
Quando Ken ed io discutiamo delle Scritture, comprendo meglio Dio e vedo più chiaramente il suo carattere straordinario. Parlare insieme di ciò che leggiamo mi apre gli occhi a nuove prospettive e rafforza la mia fede.

L’app è una parte importante della mia vita spirituale. La uso ogni mattina e sera per la lettura della Bibbia e la preghiera. Quando leggo con qualcun altro, posso scrivere commenti sulle meditazioni e sui testi biblici del giorno e leggere le riflessioni dell’altro. Questi scambi mi aiutano a sentirmi connessa, anche a distanza, e mi permettono di vedere le Scritture da una nuova prospettiva.

Utilizzo un display Braille Focus 14 collegato al mio smartphone per accedere all’app. Ha cambiato completamente le cose, anche se non sempre tutto fila liscio: a volte la connessione si interrompe o alcune funzioni non vanno alla perfezione. Tuttavia, ho imparato a essere paziente e a trovare soluzioni alternative, perché ne vale la pena.

Oltre le difficoltà
Studiare le Scritture mi dà coraggio e conforto, soprattutto quando la vita si fa difficile. Romani 5:2 mi ricorda che siamo nella grazia di Dio e possiamo essere pieni di gioia nella speranza della sua gloria. Ken mi ha fatto notare 2 Corinzi 1:3-4, che parla di come Dio ci consola in tutte le nostre difficoltà affinché noi possiamo consolare gli altri. Ho imparato a vedere la consolazione come una sorta di responsabilità: Dio mi consola affinché io possa condividere quella stessa consolazione con gli altri. Questo dà un senso alla mia vita da sordocieca, che prima mi mancava, e mi rassicura sul fatto che Dio ha un piano per me.

Ci sono momenti in cui la vita sembra pesante, ma trovo pace nelle promesse di Dio, come in Filippesi 4:6-7. Dice: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”. Amo la promessa che la sua pace custodisce i nostri cuori e le nostre menti. Questa pace è reale per me.

Una bella amicizia e un esempio cui ispirarsi
Leggere con Ken ogni giorno mi ha aiutato a crescere non solo nella fede, ma anche nella pazienza e nell’amicizia. Ci alterniamo nello scrivere commenti, nel riflettere e nell’incoraggiarci a vicenda. Apprezzo il fatto che ascolti i miei pensieri, mi corregga con gentilezza quando fraintendo qualcosa e mi includa sempre nella conversazione. Queste letture condivise mi ricordano che faccio parte di una comunità di fede.

Lavorare con persone sordocieche può essere un’esperienza profondamente gratificante. Incoraggio le persone vedenti a dedicare del tempo per imparare a comunicare e a studiare la Bibbia insieme. Potrebbe richiedere pazienza e spirito di adattamento, ma le benedizioni sono immense. Quando si condivide la Parola di Dio con una persona sordocieca, entrambi i cuori vengono toccati e il suo amore risplende ancora di più nel cammino che si percorre insieme.

Carleeta Manser frequenta la chiesa di Kellyville, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia.

[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Immagini: record.adventistchurch.com, BlenderTimer e congerdesign su Pixabay.com]

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