Alessio e Anna Del Fante – “Vieni e vedi”. Questi due imperativi, così presenti nelle Sacre Scritture, sono stati determinanti per la nostra partecipazione al Campo famiglie di Poppi (AR), dal 14 al 21 agosto. A rivolgerci l’appello è stata la nostra nipotina Emma (ora di 5 anni), tornata piena di entusiasmo dal Campo famiglie dello scorso anno. Aveva, in particolare, gioito della fraternità, dei giochi, dei canti presentati dalla famiglia Puglisi (Alessio, Laura, Andrea e Noemi), che anche quest’anno hanno guidato con grande entusiasmo, con leggerezza e, soprattutto con il sorriso, la parte musicale e le attività dei bambini.

Così, dopo un’assenza di una decina di anni – pur seguita ad anni di frequentazione assidua – ci siamo ritrovati a Casuccia Visani per la prima esperienza significativa di socialità avventista, dopo la sosta forzata imposta dal Covid. Ed è stato davvero gradito questo ritorno, condiviso con tante famiglie che, come noi, hanno voluto immergersi nell’atmosfera magica della fratellanza cristiana. Eravamo al completo, più di 80 partecipanti, rappresentativi di tutte le età.

Il campo è stato guidato in modo attento, ma discreto dalla coppia pastorale Maria Antonietta e Patrizio Calliari, e si è articolato in due tipi di percorso: l’uno spirituale, l’altro ricreativo. Il primo, a cura del pastore Eugen Havresciuc, e coniuge Mihaela, e della psicologa Deborah Giombarresi, ci ha condotto ad “attraversare” le nostre emozioni (la rabbia, la paura, l’invidia, la gioia) grazie al sostegno che ci viene dalla Bibbia e le indicazioni della psicologia. Il secondo, di carattere ricreativo, è consistito in attività svariate: la piscina (un po’ piccola in verità per accogliere tutti), l’esplorazione della natura, i giochi, il fuoco da campo (uno solo, perché spesso è piovuto). Per questa sezione è stato prezioso l’ausilio dell’Aisa (Associazione Italiana Scout Avventista) e dei Ministeri Avventisti in favore dei Bambini (Mib) nelle persone dei pastori Ignazio Barbuscia, e coniuge Loide, coadiuvati da Alessandro e Michela Butera, e Stefania Tramutola, e coniuge Luciano. (Come già pubblicizzato, la novità di quest’anno, che ha portato il Campo famiglie al livello “2.0”, è stata proprio la partecipazione dell’Aisa e dei Mib per curare le attività intergenerazionali integrative)

Abbiamo trascorso un bel pomeriggio con la dott.ssa Francesca Ferretti e suo marito, il past. Hanz Gutierrez (docente di teologia), intorno al tema della salute e dei sentimenti: un incontro che ci ha condotto a interrogarci in modo critico ed equilibrato sul nostro modo di rapportarci a tali argomenti: intendiamo correttamente e anche altruisticamente l’esigenza del nostro benessere? Siamo capaci di provare ed esprimere i sentimenti o partecipiamo della tendenza odierna all’anaffettività?

Il momento culminante del nostro percorso insieme è stato quello sabatico. Il venerdì sera con la santa Cena, concepita in modo originale, come percorso a tappe, con stazioni successive in cui l’avvicinamento ai simboli del pane e del vino non era preceduto solo dal rito della lavanda dei piedi, ma da momenti di preghiera e di introspezione, che ogni famiglia era invitata a compiere. Molto bella e ricca di significato la lavanda dei piedi, concepita come “attraversamento del mar Rosso”. Ogni gruppo familiare poteva entrare in una piccola vasca a piedi nudi tenendosi per mano, grandi con piccoli, per giungere attraverso un percorso di purificazione, alla sponda di un incontro più intimo con Gesù.

Non poteva mancare, infine, una conclusione scherzosa, intitolata emblematicamente, ma senza intenti competitivi, “Poppi’s got talent”. Grandi e piccoli si sono cimentati in pezzi di bravura, dalle barzellette, al canto, alla recitazione, con i piccoli in prima fila (e non solo come spettatori) ad applaudire.

Cosa resta di questa settimana? La gioia della fraternità e dell’amicizia ritrovata, tanto più preziosa e desiderata dopo l’isolamento dovuto al Covid; qualche passo avanti nella conoscenza di sé, nel cammino tortuoso della fede e della spiritualità. E, da non dimenticare, il cibo, nutriente, abbondante e sano, offertoci da un’equipe composta per la maggior parte da giovani volontari, che ci hanno consentito di incontrarci in amicizia intorno ai tavoli, anche qui una pregustazione simbolica del grande banchetto che ci vedrà pranzare con Mosè, Abramo, Isacco… e con il nostro Signore e Salvatore. Arrivederci all’anno prossimo.

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