Gesù risorto. La vita presente e il futuro che ci attende. La teologia dello spazio. Hanz Gutierrez Salazar, docente alla Facoltà Avventista di Teologia, risponde ad alcune domande di Riforma.it
“La morte e la risurrezione di Gesù sono, per eccellenza, dei momenti relazionali in cui egli si rende vulnerabile agli altri. La risurrezione, a differenza dell’immortalità dell’anima è un evento di affidamento totale all’altro”.
È un passaggio dell’intervista a Hanz Gutierrez Salazar, professore di teologia sistematica alla Facoltà Avventista di Teologia (FAT) di Firenze. L’ha incontrato la giornalista e saggista Sabina Baral per Riforma.it, il quotidiano online delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.
Originario del Perù, Gutierrez è laureato in filosofia, teologia e medicina. Autore di saggi, è appassionato di scienze umane e religiose, si interessa anche ai temi di bioetica, di salute pubblica, alle arti e alla letteratura.
L’intervista ha messo al centro la morte e la risurrezione di Gesù. Riassumiamo qui alcune considerazioni emerse.
“Come possiamo preservare questo grande mistero?” chiede Baral. “Più che ‘preservare’ io parlerei di ‘vivere’ il mistero di Gesù” sottolinea il docente della FAT “provando a non fare di quell’evento solo una dottrina e la sua corrispondente comprensione razionale. Bisogna ricollegarlo alla vita comune tramite i sentimenti, gli affetti e i comportamenti”.
Con il Cristo risorto, dunque, io sopravvivo in virtù di qualcun altro che mi richiama alla vita, domanda ancora la giornalista. “La risurrezione non è un evento di resilienza ma di fiducia” commenta Gutierrez “tocca ai credenti vivere quella stessa fiducia tramite la consapevolezza della propria incompletezza e vulnerabilità, e l’affidamento al volto e alle mani degli altri, che sono, come ricordava Gesù, il prolungamento del volto e delle mani di Dio”.

Il fondamento del messaggio pasquale è l’amore che è più forte della morte. Quest’ultima non ha l’ultima parola sulla vita, sottolinea Sabina Baral. “Della morte bisogna avere una lettura più ampia per evitare di drammatizzarla e impedire di concepire la vita come una fuga. Fare i conti col Venerdì Santo” risponde Gutierrez “non significa necessariamente radicalizzare la drammaticità della morte quanto piuttosto renderla più continua, più umana e dunque più visibile nella nostra vita. Una vita che oggi, invece, tende a espellere la morte dagli spazi e dai momenti importanti della nostra esistenza”.
Interessante anche il passaggio relativo ad Agostino, per il quale lo scopo ultimo della venuta di Cristo è “riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché non fossimo più sotto la legge ma sotto la grazia”. “La venuta di Cristo” continua il docente della FAT “rappresenterà il momento di riscatto pieno e totale per il creato, umano e non-umano. Sarà il momento della vittoria della grazia non contro la legge ma contro gli utilizzi impropri della legge come anche contro le anomalie d’una grazia a buon mercato, come usava ricordare Bonhoeffer”.
In questo quadro, quindi, “non è vero che tutto è rimandato al futuro. Il nostro futuro, Cristo, è già qui” aggiunge Gutierrez “fra esultanza e speranza, fra gioia e attesa, fra celebrazione e pazienza, il cammino del credente prova a vivere e a testimoniare la fede in Cristo, in questa tensione strutturale”.
In chiusura, una riflessione proprio sulla teologia che prende in esame l’elemento “spaziale”. “Non bisogna essere eccessivamente condizionati dalla linea cronologica fra passato e futuro” evidenzia Gutierrez “questa iper-attenzione al tempo ci ha condotto a trascurare lo spazio”.
La fede, dunque, non è utopia ma radicamento nello spazio, “la domanda non è come faccio io da solo, a raggiungere quel futuro promesso, ma come sono collegato e dipendente dai miei fratelli e sorelle, umani e non, in uno spazio comune che condividiamo, chiamato terra” riflette il docente.
La Pasqua, allora, si prefigura come “un evento ecologico” di attenzione al pianeta e al creato, e “alla sofferenza non umana, causata da noi esseri umani”.
L’intervista integrale è qui.
Claudio Coppini e Roberto Vacca, speaker di Radio RVS – Accendi la speranza, hanno curato una serie dedicata al recente saggio di Sabina Baral, “Timidi cristiani. Ritrovare l’inquietudine e il coraggio della fede” (ed. Claudiana, 2025). I podcast sono disponibili qui.
A cura di Veronica Addazio.
[Immagini: Gajus e Wirestock, Dreamstime.com]







