Situazione allarmante quella descritta dalla Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare-SIAPAV a carico dei pazienti con malattie cardiovascolari a causa delle conseguenze del blocco sanitario avvenuto durante il lockdown e all’attuale drammatica riduzione delle prestazioni di diagnosi e cura. Queste malattie hanno una diffusione amplissima nella popolazione e rappresentano la prima causa di morte (oltre il 30% secondo OECD Health Statistics 2020), con percentuali più alte anche di quelle delle malattie oncologiche. Fare prevenzione, intervenire subito in ambito diagnostico e sul versante terapeutico, può contribuire a salvare molte vite. Inoltre i pazienti con patologie cardiovascolari hanno un rischio di mortalità superiore se contraggono il virus. Devono perciò essere necessariamente resi consapevoli di tutte le misure di sicurezza applicate negli ospedali e che è estremamente più rischioso rimanere a casa che recarsi in ospedale per prendersi cura di una malattia vascolare. Un accesso alle cure più omogeneo sul territorio, un migliore utilizzo delle risorse umane e tecnologiche, secondo SIAPAV,  rappresenta un forte guadagno per la salute dei pazienti.

Intervista di Mario Calvagno e Carmen Zammataro al dott. Guido Arpaia, Responsabile Unità operativa complessa di medicina interna, Ospedale di Carate Brianza, Presidente della SIAPAV, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare.

 

Foto: ID 150728456 © Ivan Shidlovski  Dreamstime

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