In questo tempo del Covid-19 in cui, per buona parte, la popolazione è chiusa in casa le richieste di aiuto al Telefono Azzurro sono cambiate. I fatti, le preoccupazioni o le paure più ricorrenti che vengono riportati adesso alle linee, alla chat, all’App, alle varie piattaforme, testimoniano della situazione in corso. Cresce l’angoscia, aumentano le situazioni di abuso, preoccupa la socialità. Tutto si svolge a distanza e prevalentemente con supporti informatici. Anche la scuola è cambiata e dovrà cambiare ancora per essere più efficace, sia durante che dopo la pandemia. Nella mente e nella vita dei bambini e dei ragazzi, nel loro futuro, potrebbe rimanere una traccia indelebile di ciò che sarà stato, in tanti aspetti della loro vita, il blocco causato dal coronavirus. Gli adulti, i genitori, i familiari, gli educatori devono impegnarsi per sostenere il loro sviluppo psicofisico in un periodo così difficile per tutti.

Intervista di Mario Calvagno e Carmen Zammataro alla dott.ssa Anna Lissoni, pedagogista, referente Linea telefonica 1.96.96 di Telefono Azzurro.

Foto: azzurro.it

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