Anche gli avventisti sono citati tra i casi studiati.
Quali vantaggi offre la scelta vegetariana a tavola? Periodicamente i media tornano sull’argomento. In occasione del World Vegetarian Day, la Giornata mondiale del vegetarianesimo, celebrata lo scorso 1° ottobre, diverse testate come L’Huffington Post e Repubblica hanno approfondito i benefici legati a questo regime alimentare sempre più diffuso non solo per motivi di salute, ma anche etici.
Una dieta vegetariana però non è automaticamente sinonimo di alimentazione sana. Lo sottolinea Francesco Sofi, presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), ricordando che eliminare carne e pesce non basta: patatine fritte, ketchup e bevande gassate tecnicamente possono dirsi cibi “vegetariani”, persino vegani, ma l’opzione è tutt’altro che equilibrata.
Secondo l’esperto, una buona dieta veggy richiede consapevolezza e varietà nell’abbinamento degli alimenti. Il rischio è che, soprattutto tra i più giovani che adottano questo regime per ragioni etiche o ambientali, si finisca per consumare prevalentemente pasta, patate o grandi quantità di formaggi in sostituzione della carne, con possibili squilibri nutrizionali. Anche molti prodotti industriali ideati come alternative vegetali alle proteine animali, non sempre rappresentano la soluzione migliore, poiché possono contenere numerosi additivi, addensanti e grassi.
Per mantenere una dieta bilanciata è fondamentale variare gli alimenti, privilegiando legumi, cereali, frutta secca e semi oleosi. Nelle diete vegane, che escludono anche uova e latticini, è inoltre indispensabile integrare la vitamina B12. In alcune fasce più sensibili, come le donne giovani per il ferro e gli adulti più maturi per la B12, è senz’altro utile fare controlli periodici attraverso gli esami del sangue.
Gli articoli evidenziano poi un altro aspetto. I benefici più consolidati della dieta vegetariana riguardano la salute metabolica e cardiovascolare, grazie alla riduzione di parametri come glicemia e colesterolo. Per quanto concerne la prevenzione dei tumori, invece, le evidenze risultano più complesse da interpretare.

Il riferimento agli avventisti
Significativo è il passaggio dedicato agli avventisti del settimo giorno, citati come popolazione di riferimento in molti studi scientifici sull’alimentazione: “Le ricerche che danno i risultati migliori sono su popolazioni particolari come gli avventisti, i quali hanno in generale uno stile di vita particolarmente sano, che influisce sui risultati”, osserva Sofi.
La considerazione dell’esperto è rilevante perché riconosce il valore delle ricerche condotte sulla comunità avventista, spesso utilizzate a livello internazionale per stabilire una relazione tra alimentazione e salute. Sofi sottolinea però che i risultati favorevoli osservati in questa popolazione non dipendono esclusivamente dalla scelta di una dieta prevalentemente vegetale, ma dal complesso delle loro abitudini di vita.
Gli avventisti sono infatti indicati come un gruppo caratterizzato da scelte particolarmente salutari, un dato che può contribuire in modo incisivo ai risultati emersi nelle ricerche epidemiologiche. Per questo motivo, quando gli studi mostrano una minore incidenza di alcune patologie o migliori indicatori di salute, è necessario considerare non solo l’alimentazione, ma anche il contesto più ampio delle prassi quotidiane che caratterizzano la comunità di fede.
L’articolo richiama inoltre una recente revisione dell’Università di Warwick, secondo cui le diete a base vegetale, soprattutto se associate all’attività fisica, sono correlate a una riduzione dei parametri infiammatori coinvolti in numerose malattie croniche, comprese alcune forme oncologiche.
Infine, il presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana osserva che gli elementi a favore delle diete vegetariane emergono soprattutto nel confronto con le abitudini alimentari spesso squilibrate diffuse oggi. Quando invece il paragone viene fatto con una vera dieta mediterranea, caratterizzata da consumo moderato di carne e pesce, abbondanza di vegetali e porzioni equilibrate, le differenze risultano molto meno marcate. Anche in questo caso, il messaggio basilare resta quello dell’equilibrio e della qualità complessiva dello stile di vita.
A cura della redazione.
[Fonte: huffingtonpost.it e repubblica.it]
[Immagini: Andreaobzerova e Victoria Shibut, Dreamstime.com]







