M18-editorialeL’altro nel greco classico indica il «diverso». Quando lo si usa come sostantivo o come aggettivo introduce nel discorso una nuova persona, una nuova cosa o un nuovo gruppo. Nel greco del Nuovo Testamento troviamo 98 volte héteros e 155 volte allos.

L’altro è il prossimo donato da Dio (1 Cor 10:24; Rm 2:1 e Gal 6:4). L’altro acquista una rilevanza teologica quando esprime una diversità qualitativa (Mc 12:32; 2 Cor 1:13; 1 Cor 13:11). Luca, per descrivere gli effetti dell’effusione dello Spirito, usa l’espressione «altra lingua» (At 2:4). Paolo, invece, per sottolineare il carattere esclusivo del Vangelo mette in guardia i credenti dai «pseudo-apostoli» che predicano un «altro vangelo» (Gal 1:6).

L’aspetto più bello è espresso dal pronome allelous, «gli uni e gli altri», che esprime il senso della solidarietà e della parità di genere. Allelous è la cifra del rispetto e dell’amore fraterno che dovrebbe regnare nella chiesa di Gesù Cristo.

 

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