In attesa delle nuove norme di politica fiscale previste dal Governo entro la fine dell'anno, in Senato si è svolta la conferenza stampa "Il tabacco riscaldato nella revisione fiscale". Da alcune dichiarazioni rilasciate da specialisti emerge una vera e propria battaglia sociale per combattere in primis la fake news: “Il tabacco riscaldato non fa male”. C'è un gap sul piano della comunicazione. Mentre i documenti scientifici provano che il prodotto sia nocivo per la salute, il tasso di notorietà è cresciuto del 67,3% grazie anche alla loro sovraesposizione pubblicitaria. Nell'ultima indagine svolta dall’ISS durante il lockdown, i consumatori di prodotti a tabacco riscaldato in Italia sono aumentati e sono circa 2 milioni, soprattutto consumatori duali e giovani attratti da questi prodotti pubblicizzati come meno nocivi per la salute. Occorre onestà intellettuale per riconoscere che la nicotina, nuoce gravemente alla salute, anche quando è usata sotto forma di tabacco riscaldato. Fondamentale non concedere privilegi fiscali a nessuno, tanto meno alle grandi aziende produttrici di tabacco.

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano la dott.ssa Roberta Pacifici, responsabile del “Centro nazionale dipendenze e doping” dell’Istituto Superiore di Sanità.

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