Potranno accedervi i malati gravi o terminali solo a determinate condizioni. Una materia molto complessa, dibattuta anche in Italia, e che interpella le coscienze.
Mercoledì 15 luglio, l’Assemblea nazionale (la camera bassa del parlamento francese) ha approvato in via definitiva il disegno di legge che istituisce il diritto al suicidio assistito nel Paese. Si tratta di una delle principali riforme sociali del secondo mandato di Emmanuel Macron. Il disegno di legge è passato con 291 voti favorevoli e 241 contrari. Il Consiglio Costituzionale dovrà esprimere il proprio parere.
Il testo è stato modificato nel corso dei dibattiti parlamentari, e stabilisce il diritto alla fine della vita a determinate condizioni. Sono necessari, infatti, quattro criteri per farne richiesta: essere maggiorenni, avere la cittadinanza francese, essere affetti da una “grave e incurabile patologia che metta in pericolo la vita in fase avanzata o terminale”, e presentare “una sofferenza fisica o psicologica costante legata a tale patologia”, “refrattaria alle cure o insopportabile”.
L’interessato deve essere “in grado di esprimere liberamente la propria volontà e con piena consapevolezza dei fatti”. Il paziente deve poi autosomministrarsi il prodotto letale, a meno che non sia “fisicamente impossibilitato a farlo”, in tale caso interverrebbe un medico o un infermiere.
Qui una mappa sul “suicidio medicalmente assistito” che raccoglie tutte le leggi attualmente vigenti nel mondo in materia e i requisiti di accesso (fonte: Associazione Luca Coscioni).
Il punto di vista dei protestanti
Riforma.it riporta la posizione della Federazione protestante di Francia (FPF) che si è pronunciata più volte sul tema considerandone la complessità e delicatezza, anche in riferimento alle diverse sensibilità delle varie chiese federate.
L’FPF ha puntualizzato i quattro principi che guidano la sua riflessione etica:
1. Dio è all’origine di ogni vita: per i cristiani la dignità è intrinseca a ogni persona perché creata a immagine di Dio.
2. La vita è un dono, una grazia. Fa parte di un’interdipendenza in cui ognuno è allo stesso tempo e successivamente beneficiario o fornitore.
3. La finitudine è un elemento strutturante della condizione umana.
4. La compassione fraterna verso i più vulnerabili è un principio fondamentale del cristianesimo.
La Federazione protestante di Francia riunisce 26 unioni di chiese, 7 chiese affiliate, 12 comunità e oltre 70 associazioni, rappresentando quasi 500 comunità, organizzazioni e movimenti protestanti, compresa la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno francese con le sue federazioni (nord e sud).
L’FPF ha sottolineato alcuni aspetti: “l’inopportunità di un’evoluzione legislativa delle modalità di sostegno alla fine della vita”, constatando che “il governo vuole andare in una direzione diversa da quella raccomandata da tutte le correnti religiose rappresentate in Francia”. La federazione esprime “la sua profonda convinzione che nessuna legge potrà mai rispondere alla molteplicità delle situazioni di fine vita, alla loro complessità e alle esperienze e ai vissuti specifici di coloro che le vivono. Teme gli effetti collaterali di una simile legge, in particolare la pressione che potrebbe esercitare sulle persone che si sentono non accolte o un peso per i propri cari”.

La chiesa avventista e la dichiarazione sulle cure ai malati terminali
Le questioni che riguardano il fine vita abbracciano alcuni degli ambiti più profondi dell’esistenza umana: la sofferenza, la dignità, la libertà personale, la fragilità, la speranza e il valore complessivo del vissuto di ogni persona. Per questo motivo il dibattito sul suicidio assistito suscita dubbi e domande difficilmente riconducibili a risposte semplicistiche o univoche.
Anche la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno si è espressa ufficialmente sul tema delle cure ai malati terminali. Lo ha fatto con un documento votato e approvato il 9 ottobre 1992 durante il Consiglio annuale di Silver Spring (Maryland, USA) dal Comitato esecutivo della Conferenza generale, il massimo organismo amministrativo della denominazione, e rivista il 9 maggio del 2013.
La dichiarazione raccoglie i principi biblici e gli orientamenti etici secondo la comprensione avventista e articolati in 7 punti. Sono linee guida per accompagnare con rispetto, dignità e compassione le persone nella fase finale del percorso della vita. Il documento è disponibile in lingua inglese qui.
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