Romina Montedoro – Dal 19 al 26 agosto, 22 ragazzi e ragazze da ogni parte di Italia hanno partecipato al campeggio nazionale della Gioventù Avventista (GA), svolto a Porto Recanati, una cittadina marchigiana in provincia di Macerata. Amicizia e voglia di stare insieme a Dio sono state le caratteristiche che più hanno contraddistinto questo campo.

Momenti spirituali
Il past. Daniele Passaretta ci ha guidati nella riflessione spirituale in un viaggio a puntate dal titolo «Back to the Future». Si trattava del percorso seguito dal rimanente del popolo d’Israele per tornare a Gerusalemme dopo i 70 anni di esilio a Babilonia, sotto la guida di Zorobabele, Esdra e Nehemia. Il tutto coronato da una grande voglia di ricostruire il tempio di Dio.

Abbiamo scoperto quanto fosse stato importante per loro dover «guardare al passato per avanzare», riscoprendo la parola di Dio, e ci siamo immedesimati nelle difficoltà vissute da quell’1% della popolazione ritornata nella propria patria. È stato bello scoprire con quanta gioia e gratitudine abbiano lavorato insieme queste persone, in particolare giovani. Fondamentale è anche il fatto di pregare con intensità, riuscendo così ad entrare in armonia con la volontà di Dio, rispettando i suoi tempi di realizzazione delle promesse. Ignazio di Loyola, come ci ha ricordato Daniele, diceva: «Pregate come se tutto dipendesse da Dio, agite come se tutto dipendesse da voi».

Non solo, una bella novità di quest’anno sono stati i momenti di condivisione mattutina, prima della colazione. Ogni giorno un partecipante che si sentisse pronto poteva condividere la propria esperienza di fede e di conoscenza del Signore o un brano biblico in cui si ritrovava. Questo momento è stato utile per creare un’atmosfera di unità e di empatia gli uni verso gli altri, consapevoli di non essere i soli a vivere una sfida quotidiana nello scegliere sempre la strada di Dio. Il tema ricorrente in tutte le storie era il versetto «Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile» (Mt 19:26).

Non è mai mancata in questi momenti la voglia di lodare Dio, cantando a gran voce, anche la mattina dopo poche ore di sonno, sulle note di canti recenti, ma anche di melodie recuperate dal vecchio repertorio della GA. Volevamo tutti essere «Il tempio di Dio» e sentire «Una voce nel vento» da seguire fino a incontrare il nostro vero amico, Gesù Cristo, perché «Tu hai detto ci sarò».

Abbiamo vissuto anche momenti intensi di preghiera, sia personale sia in coppie, per sentirci uniti ai nuovi amici.

Momenti sportivi e ricreativi
In questo campeggio non solo abbiamo potuto allenare la nostra forza spirituale, ma anche quella fisica! La spiaggia di Portonovo ci ha visti protagonisti di due sport acquatici: la prova del Sup e la gita sul Kayak che ci ha permesso di ammirare alcune spiagge vicine difficilmente raggiungibili via terra.

In un altro momento, per giungere alla spiaggia dei sassi neri di Sirolo, abbiamo camminato piacevolmente in discesa, al termine della quale siamo arrivati a scoprire un albero le cui radici erano parzialmente in bilico sulle rocce e un mare cristallino. La discesa poi è diventata una dura salita… ma la compagnia e i sorrisi hanno reso il tutto più leggero.

Ci siamo anche ritrovati inaspettatamente cuochi, quando lo staff ci ha proposto una vera e propria sfida culinaria in stile «Masterchef». Suddivisi in quattro squadre, abbiamo preparato un piatto per ogni gruppo, ottenendo così un menù completo, dall’antipasto al dolce, sottoposto poi alla severa valutazione dei giudici e del pubblico degustatore.

Una serata inoltre è stata dedicata a delle sfide «amichevoli» sul campo di Paintball e sulla pista del Go-kart; senza dimenticare invece le partite di pallavolo al «Paradise Vacanze».

Momenti di testimonianza e servizio
Il past. Alan Codovilli ci ha spesso ricordato che non avremmo dovuto vivere un campeggio solo fine a se stesso. Così, anche quest’anno, abbiamo svolto delle attività che hanno lasciato il segno.

In accordo con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Porto Recanati, ci è stato richiesto di ripulire la pineta locale dai numerosi rifiuti presenti in ogni angolo. La pineta, infatti, non dispone di un servizio di pulizia comunale e viene spesso utilizzata per attività illegali. L’obiettivo perseguito dall’assessore Pierpaolo Fabbracci è quello di poter rendere la zona il più possibile fruibile per le attività sociali.

Abbiamo indossato la nostra maglietta blu con gli slogan «Back to the future – guardare al passato per avanzare» e, armati di guanti da lavoro, vanghe, rastrelli e sacchetti per la raccolta differenziata, abbiamo dato il nostro piccolo contributo per iniziare a raggiungere l’obiettivo comunale. Lavorando un’intera mattina e parte del pomeriggio, abbiamo riempito ben 30 sacchetti di rifiuti, sotto gli sguardi di passanti e turisti incuriositi e grati per il nostro lavoro.

Grazie a questo primo contatto con il Comune, si pensa di avviare una collaborazione territoriale con le chiese locali servite dal past. Gionatan Breci (Jesi, Pesaro e Ancona), dal momento che il Comune di Porto Recanati non dispone di attività di volontariato; la giunta comunale è rimasta colpita dalla gratuità delle nostre azioni.

Il sabato pomeriggio, suddivisi in sottogruppi, abbiamo donato la nostra testimonianza ad abitanti e turisti della città. Abbiamo offerto i nostri doni sotto forma di abbracci, canti di lode, animazione per i bambini e momenti di preghiera in coppia o in gruppo. Inaspettatamente abbiamo incontrato persone accoglienti e desiderose di condividere con noi un sorriso, un’esperienza di vita.

In questa occasione abbiamo scoperto, con emozione, non solo di essere stati menzionati nel telegiornale locale, ma anche di possedere l’appellativo di «I ragazzi della pineta», per via dell’attività svolta nelle giornate precedenti.

Ultima testimonianza, ma non meno importante: abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune per l’affissione, all’ingresso della pineta, di un pannello in legno con elencato il tempo medio di deperimento di vari rifiuti. Il cartellone riporta da una parte lo stemma comunale e dall’altra il simbolo della Gioventù Avventista.

Lo staff
La buona riuscita di un campeggio dipende anche da uno staff consacrato che ha «scelto di donare una piccola parte di sé agli altri, creando dei legami forti e indissolubili anche una volta terminato il campeggio».

Staff pastorale: Alan Codovilli, responsabile nazionale della GA; José Luis Nunez, pastore della comunità di Sesto San Giovanni, e Gionatan Breci, pastore delle comunità marchigiane locali.
Ospite spirituale: Daniele Passaretta, da poco pastore delle comunità di Palermo e dintorni.
Cuoche e babysitter: Naomi Guelfo, Gabriella Barbuscia, Romina e Patrizia Perrone.

A loro i campisti hanno rivolto un grande grazie. [Il corsivo è della redazione]

 

 

 

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