"La questione atomica potrebbe essere anche la più divisiva a livello globale in questi anni. La necessità di decarbonizzare per fermare le emissioni e la crisi climatica, il calo delle risorse naturali e l’aumento dei prezzi di energia elettrica e gas, unito al complesso sviluppo delle rinnovabili e dei sistemi di stoccaggio, stanno portando diversi Paesi del mondo a riconsiderare l’uso dell’energia nucleare.

I pro atomo sottolineano oggi l’aspetto a basse emissioni delle centrali, così come l’imminente (ma ancora di fatto incompleto) arrivo di nuove tecnologie con reattori di quarta generazione sempre più sicuri e con meno scorie, mentre i detrattori considerano l’energia nucleare pericolosa (soprattutto dopo gli incidenti di Chernobyl e Fukushima) e ancora priva di soluzioni affidabili per lo smaltimento delle scorie radioattive. Ma mentre il dibattito continua, soprattutto all’interno dell’Unione europea (vedi tassonomia verde e ipotesi di inserire nucleare e gas naturale come fonti “green”), a livello mondiale il nucleare, dopo anni di incertezze, anche da parte degli investitori, sembra essere per molti Paesi la soluzione con cui completare il proprio mix energetico. Dalla Gran Bretagna fino all’Asia: di 55 reattori in costruzione nel mondo e 109 pianificati buona parte si trova infatti in Cina e India" (articolo di Giacomo Talignani "Il ritorno del nucleare" su Repubblica del 5-1-2022).

Abbiamo parlato della compatibilità di gas e nucleare con il progetto nazionale di transizione ecologica con un'esperta: Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia per il WWF-Italia.

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