Ellen G. White – La notte del primo giorno della settimana stava per concludersi. Era l’ora più buia, quella che precede l’alba. Gesù era prigioniero nella sua tomba angusta; la grande pietra era ancora al suo posto e il suggello romano era intatto; i soldati romani vegliavano.

Erano presenti anche schiere invisibili di angeli malvagi. Il principe delle tenebre, insieme con il suo esercito apostata, avrebbe voluto trattenere per sempre il Figlio di Dio nella tomba suggellata. Ma anche una schiera divina circondava il sepolcro; quegli angeli, eccelsi in potenza, custodivano la tomba ed erano ansiosi di salutare il Principe della vita.

La maestosa potenza di Dio
«Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra» (Mt 28:2). Quell’angelo aveva lasciato il cielo rivestito dell’armatura di Dio. I raggi splendenti della gloria di Dio lo precedevano e illuminavano il suo sentiero. «Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve. E per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte» (vv. 3, 4).

Sacerdoti e capi d’Israele, dov’è la potenza del vostro corpo di guardia? Quei soldati valorosi che non hanno mai temuto la potenza umana sono prigionieri, catturati senza spade e senza lance. Essi vedono un volto che non è quello di un guerriero mortale, ma dell’essere più potente dell’esercito del Signore. È l’angelo che occupa il posto di Satana dopo la sua caduta. È l’angelo che sulle colline di Betlemme ha annunciato la nascita del Cristo. Al suo avvicinarsi la terra trema, i demoni fuggono; e mentre egli fa rotolare la pietra, sembra che il cielo sia sceso sulla terra. I soldati lo scorgono mentre rimuove la pietra come se fosse un ciottolo e odono il suo grido: «Figlio di Dio, vieni fuori. Tuo Padre ti chiama». Vedono Gesù uscire dal sepolcro aperto e sentono che proclama: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11:25). Mentre esce nella maestà e nella gloria, gli angeli divini si prostrano in adorazione davanti al Redentore, e lo salutano con canti di lode.

Dalla tomba è risorto
Un terremoto aveva indicato l’ora della morte del Cristo, e un altro terremoto ne segnalò il momento del trionfo. Colui che aveva vinto la morte e il sepolcro uscì dalla tomba come un conquistatore, tra il sussultare della terra, il bagliore dei lampi e lo scoppio dei fulmini.

Quando verrà la seconda volta, scuoterà «non solo la terra, ma anche il cielo» (Eb 12:26); «La terra barcollerà come un ebbro, vacillerà come una capanna» (Is 24:20); «I cieli sono arrotolati come un libro» (Is 34:4); «Gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse» (2 P 3:10); «Ma l’Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figliuoli di Israele» (Gl 3:16).

 

Tratto dal libro Gesù di Nazaret (La speranza dell’uomo), Ed. Adv, Falciani, 2007, pp. 597, 598 [779, 780].

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