Inaugurazione Centro Speranza Firenze 020Luca Faedda* – Il 31 gennaio e il 1° febbraio, la Chiesa avventista d’Italia ha inaugurato il Centro di Speranza di Firenze e la nuova struttura dell’Istituto avventista di cultura biblica (Iacb) Villa Aurora.

«Dio si serve anche con l’ospitalità» è il motto che ha accompagnato i nostri due giorni vissuti insieme. Lo scopo del Centro di Speranza di Firenze è trasmettere pace, vicinanza e speranza di Gesù, ospitando i parenti dei malati ricoverati nel polo ospedaliero fiorentino. In generale, ci occuperemo di realizzare progetti che concretizzano il messaggio di Gesù. Oltre alla casa di accoglienza «Aurora» desidero citare la mensa vegetariana che servirà gli studenti dell’Istituto e che si aprirà al pubblico per corsi di cucina vegetariana, oltre che per servire i pareinaugurazione centro di speranza firenzenti dei ricoverati, e la sala di lettura della biblioteca, per consultare migliaia di libri cristiani. Infine, oltre al servizio di cappellania, avremo il Centro di Ascolto psicologico, realizzato in collaborazione con l’Associazione Onlus Lega Vita e Salute dove, chi lo desidera, potrà trovare, con l’ausilio di un professionista, un valido sostegno nei momenti difficili della propria esistenza.

Dal momento che il Centro si occuperà soprattutto di accoglienza, abbiamo pensato che il miglior modo di inaugurarlo sarebbe stato quello di ospitare una delegazione di membri provenienti dalle comunità in Italia. Durante il  sabato circa 600 persone hanno seguito con interesse un minicorso sul tema dell’evangelizzazione e dell’accoglienza, tenuto dal past. Karl Johnson, professore della Facoltà di teologia di Collonges-sous-Salève, Francia. L’evento è stato trasmesso in diretta nel circuito delle nostre radio e tramite streaming.

Mi ha colpito la notevole partecipazione di fratelli e sorLogo_CentroSperanzaelle. Infine vorrei lasciare a due di loro di riassumere l’esperienza vissuta sabato scorso.
Wilfredo della chiesa di Brescia racconta: «Ricordo 5 anni fa quando c’era solo lo scheletro di questo edificio, la cui costruzione venne interrotta per mancanza di fondi. Poi, tra mille incertezze e dubbi, i lavori sono ripresi. Adesso sono finiti. Dio ha risposto in modo ì incredibile andando oltre la nostra immaginazione. Egli conosce i piani che ha predisposto per i suoi figli e spetta a noi collaborare con lui facendo del bene a coloro che ci circondano. Che il Signore possa dimorare in ciascuno di noi e far sì che il Centro di Speranza sia una casInaugurazione per la chiesa 31.1-1.2.2014 Firenze 1a accogliente per i sofferenti!».

Carmen, una sorella della chiesa di Novara, racconta il suo arrivo al Centro: «Appena giunti ci è stata assegnata una camera nella casa di accoglienza “Aurora”. Siamo stati accolti cordialmente e con mille attenzioni dai fratelli che vi lavorano. La struttura è veramente bella e semplice. Ogni camera è fornita di bagno, frigorifero, infissi in  alluminio con doppi vetri per non disperdere il calore. L’edificio è moderno, ben attrezzato e ordinato. Per descriverlo basta una frase: “Comfort più che a casa”. Personalmente sono contenta che la Chiesa avventista in Italia abbia realizzato questo progetto. Spero che chi varcherà la soglia del Centro con un dolore nel cuore possa andare via soddisfatto per aver trovato ospitalità, cordialità, ascolto e conforto.

La mia preghiera è che Cristo benedica il Centro di Speranza di Firenze e tutte le persone che vi lavoreranno per farlo funzionare al meglio. Non solo, spero che anche nelle altre chiese in Italia si sviluppi il desiderio di esprimere concretamente il messaggio del Vangelo tramite l’accoglienza e la prossimità. Che bello sarà lavorare tutti insieme per questo!».Inaugurazione per la chiesa 31.1-1.2.2014 Firenze 18

Subito dopo aver trascritto l’esperienza di Carmen, ho visto che  Wilfredo ha inviato un’aggiunta: «Da aggiungere: “È stato bello fare amicizia e nuove conoscenze e sapere che non siamo soli in questo lungo cammino, perché se uno cade l’altro lo rialza. Voglio anche ringraziare il pastore Karl Johnson per il messaggio di speranza che rimarrà nei nostri cuori. Egli ci ha ricordato che, come cristiani, non possiamo predicare solo a parole, ma dobbiamo agire per portare l’amore di Cristo con fatti concreti”».

* Pastore e coordinatore attività sociali del Centro di Speranza di Firenze

 

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