Incolumi gli avventisti durante il colpo di stato nella Repubblica Centrafricana
27 Marzo 2013

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Incolumi gli avventisti durante il colpo di stato nella Repubblica Centrafricana
27 Marzo 2013

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

CAR-map-inside-315x290Notizie Avventiste – I massicci saccheggi avvenuti domenica 24 marzo nella capitale della Repubblica Centrafricana, durante il colpo di stato, non hanno influito sulle attività della Chiesa avventista nel paese. Però, due missionari hanno subito le conseguenze dei numerosi incidenti avvenuti negli ultimi mesi della guerra civile in corso: in gennaio un missionario è stato picchiato e un pastore è stato arrestato dai soldati ribelli per uno scambio di identità.

François Bozizé, presidente della Repubblica Centrafricana, ha lasciato il paese durante il fine settimana, e il leader dei ribelli della coalizione Seleka, Michel Djotidia, si è autoproclamato presidente.

Secondo l’agenzia Reuters, più di una dozzina di soldati sudafricani che sostengono il presidente sono stati uccisi durante l’occupazione della città da parte dei ribelli. Questo è l’ultimo colpo di stato in un paese ben noto per questo fin da quando ottenne l’indipendenza dalla Francia, nel 1960.

James Kouedi, tesoriere della denominazione nel paese, ha affermato che gli avventisti sono stati invitati a tornare a casa subito dopo i servizi di culto di sabato 23 marzo, quando i ribelli hanno iniziato ad arrivare in città.

Gueret Jean Jacques, presidente della missione avventista, ha riferito che l’ordine sta ritornando lentamente nella capitale Bangui, dove vivono circa 600.000 persone. In un’intervista telefonica, ha affermato che ci sono ancora piccoli disordini, alcuni problemi di sicurezza e che da sabato mancano energia elettrica e acqua.

Ci sono più di 10.300 avventisti nel paese, sei pastori e 10 missionari.

Gli eventi accaduti in questi giorni covavano fin dall’anno scorso. Nel mese di dicembre, nella città di Bambari, la casa dove abitavano il pastore Mavoulet Marious e la sua famiglia è stata colpita da un razzo e da sparatorie. Nessuno è rimasto ferito. A gennaio, Marious è stato arrestato dopo che soldati ribelli avevano confuso la sua divisa di capo scout avventista con l’uniforme della milizia governativa, ma è stato subito rilasciato.

Nella città di Sibut, il missionario avventista Ngate Benjamin è stato picchiato dai soldati perché ospitava una persona che lavorava per il governo, riportando varie lesioni, tra cui la perdita di un dente. L’uomo, appresa la notizia, si è consegnato all’esercito ribelle per far rilasciare Benjamin. I dirigenti affermano che questi incidenti isolati non hanno interrotto le attività della Chiesa avventista che è presente nel paese dal 1960.

All’inizio di marzo, Jacques aveva invitato avventisti e cittadini a partecipare a una marcia della pace. Circa 500 persone vi hanno aderito.

Anche se il paese è molto ricco di giacimenti minerari, petrolio e gemme, la diffusa povertà è una grande sfida per l’evangelizzazione. La missione non è autosufficiente e si sostiene grazie ai finanziamenti provenienti dall’estero.

A Bangui c’è una scuola avventista con classi elementari, medie e superiori, che conta 500 studenti. Inoltre, il governo ha recentemente dato alla Chiesa avventista 30 ettari di terreno, nella periferia di Bangui, per costruire una università avventista, e altri tre ettari per la costruzione dei nuovi uffici della sede regionale della Chiesa.

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