Michele Abiusi – Questa è l’introduzione ai dieci comandamenti. Mi riferisco alla legge dei dieci comandamenti, cioè la Torah in ebraico, parola che significa insegnamento, via, cammino. Una legge quindi che doveva condurre, meglio ancora, accompagnare il credente nella vita e per il bene.

La stessa legge è stata anche chiamata le dieci parole, Debarim in ebraico. Un’espressione che ricorda le dieci volte che Dio parlò alla Genesi del mondo per creare ogni cosa, la luce, il mare, la terra, la vegetazione, gli astri, i pesci, gli uccelli, gli animali di ogni specie, i rettili e, finalmente, l’uomo. Dieci parole per creare l’habitat ideale per l’uomo e dieci parole per esprimere l’ideale della legge, sempre per l’umanità.

Non è certamente a caso che Mosè usò, nei due momenti più importanti della storia biblica, i Debarim, le dieci parole. Come se Mosè volesse dirci che la creazione non potesse sussistere senza la Torah, la legge. Come se Dio avesse, sul Sinai, completato la sua opera creatrice in favore dell’umanità. La legge ha la sua ragion d’essere con l’uomo e infatti non esiste umanità senza legge.

I dieci comandamenti sono stati considerati come la Magna Carta per il popolo di Dio, l’essenza della volontà divina, la manifestazione del suo carattere e del suo amore per i propri figli. Sulla base di questi dieci principi sono state formulate, in seguito, tutte le altre leggi, quelle civili, sociali e religiose, e non solo in Israele.

Ma vediamo adesso la prima di queste leggi:

Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me” (Esodo 20:2, 3).

All’inizio la Torah menziona il legislatore conferendo così autorità a tutto ciò che seguirà. Il nostro Dio è colui che si è rivelato nella storia, che ha agito per il bene dell’intera umanità e per Israele quando era oppresso in Egitto. Quella liberazione fu l’inizio della storia di Israele e fu il segno dell’esistenza, della grandezza e dell’amore di Dio.

Quindi il primo comandamento sembra dire: “Se io sono il tuo Dio, se mi riconosci come il Signore che si è preso e si prenderà sempre cura di te … Allora non avrai altri dèi oltre a me!”.

Dio scrisse le due tavole di pietra dopo aver dimostrato al popolo chi era; la legge fu data al Sinai dopo che il popolo aveva avuto la prova dell’amore di quel Dio creatore di cui Mosè parlava. Solo dopo le molteplici evidenze della presenza di Dio, le sue tante attenzioni in loro favore e la liberazione dall’oppressore, Dio chiese di essere accettato come loro Signore, come unico Dio. Visto che avete un Dio che vi ha accolti, visto che avete un Dio che vi ha protetti, salvati, liberati, come fareste a seguire altri dèi?

Pare che il Signore volesse dire: Non potrete seguire altri dèi proprio perché io sono e rappresento tutto ciò che voi cercate e di cui voi avete bisogno.

Malgrado Dio si sia rivelato spesso come un Padre che perdona e salva, l’uomo ha sviluppato, con il passare degli anni, nella sua mente, le immagini di un Dio autoritario, a volte quelle di un dittatore spietato ed esigente. In ogni cultura e religione, ha preso vita il volto di un Dio giustiziere che controlla minuziosamente la vita dei suoi figli e dà a ognuno secondo ciò che merita, niente di più; un Dio contabile che offre il perdono o la salvezza “all’asta”, cioè a chi paga il prezzo più alto, a chi compie sacrifici più significativi.

Alcuni hanno creduto e insegnato di un Dio guerriero e hanno combattuto e ucciso nel suo nome.

Di fronte a queste concezioni non c’è da stupirsi se molti si sono ritirati da Dio, con paura, dichiarandosi addirittura atei. Queste immagini false di Dio sono state, e sono ancora oggi, alla base di comportamenti sbagliati (come guerre, atti di terrorismo o suicidi kamikaze), e hanno allontanato molte persone dalla fede. Vorrei associarmi a coloro che si dicono atei, ribadendo che anch’io non credo al Dio contabile, guerriero, giustiziere, esigente, autoritario. Anch’io non credo a questo tipo di Dio perché non esiste affatto!

Molte delle filosofie atee sono nate proprio per contrastare le ideologie sbagliate della religione e dei religiosi che hanno presentato un Dio assurdo, incredibile: il Dio delle crociate, che offre la vita eterna a chi uccideva gli infedeli; il Dio dell’inferno, che fa soffrire per l’eternità chi ha sbagliato un solo giorno; o il Dio del purgatorio, che salva grazie a raccomandazioni… Queste invenzioni non hanno fatto che allontanare l’uomo dal vero Dio!

Ma allora chi è Dio? Come conoscerlo?

La buona notizia è che Gesù è la vera immagine di Dio:

– “Egli è l'immagine del Dio invisibile” (Colossesi 1:15);

– “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 14:9);

– “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

Volete conoscere il Padre? Non avete altra scelta: aprite i Vangeli e scoprirete il carattere di Gesù, il suo amore, il suo perdono, la sua sensibilità verso ogni persona; la sua attenzione verso chi soffre, la sua disponibilità verso chi è emarginato, chi è solo o malato. Scoprirete che Gesù è comprensivo verso i peccatori: ci perdona e ci salva gratuitamente. Scoprirete che non ci tratta come meriteremmo: è molto più generoso di quanto pensiamo. Conosceremo un Dio che non ci stima in proporzione alle nostre ricchezze o alla nostra intelligenza, e neppure ci accoglie in funzione delle raccomandazioni che presentiamo…

Potrei dirvi che Gesù è venuto fra di noi per cambiare la concezione sbagliata che avevamo di Dio. È venuto a stare con noi per farci conoscere il vero Dio, non quello che l’uomo si è inventato e che spesso le religioni hanno mal presentato. Gesù è stato portatore di buone notizie e la migliore è che Dio ci ama!

“In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;poiché il Padre stesso vi ama” (Giovanni 16:26, 27).

In conclusione, posso dire che, se si è coscienti di quanto Dio sia buono e sensibile, se si è sicuri che Dio ti è Padre e ti tratta con affetto come neppure nessuna madre sa fare, allora sicuramente non avrai né la necessità né il desiderio di seguire altri dèi, altri messia, altri cristi o profeti. Non cercherai in altre persone l’aiuto che solo Gesù ti può offrire.

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