Sabato 21 marzo, numerose comunità avventiste in Italia hanno partecipato al Global Youth Day 2026 (GYD), la Giornata mondiale della gioventù avventista sul tema “Communion in action” (“Comunione in azione”). Anche i ragazzi di Jesi, in provincia di Ancona, hanno organizzato l’evento. Dalla chiesa della cittadina marchigiana sono arrivate due testimonianze che raccontano l’iniziativa: una di Lucia Maiolatesi, la seconda di sua mamma, Sara Civerchia. Le riepiloghiamo qui.
La giornata mi ha molto arricchita soprattutto dal punto di vista spirituale. Durante la mattina, infatti, erano state allestite quattro tappe, ognuna con una parte spirituale pensata da Nino Plano, il pastore ospite dell’evento, e con un’attività da svolgere (come un cartellone da completare rispondendo a una domanda, delle pietre da porre così da arrivare alla fine a formare un altare). Nel pomeriggio, invece, abbiamo avuto come ospite il rapper cristiano Shoek Thomas, che ha cantato un paio di sue canzoni e condiviso la sua profonda, cruda e toccante esperienza. Mi ha fatto molto riflettere su come Dio agisca nella vita delle persone e su come trovi sempre il modo per farci tornare sulla giusta via.
Abbiamo trascorso poi del tempo con i ragazzi ospiti dalle chiese avventiste di Forlì e Pesaro, rivisto vecchie amicizie e ne sono nate di nuove. Il momento che ho più apprezzato è stato quello musicale, tenuto dalla band “Sound of God” di Forlì. Era tangibile il sentimento puro di lode a Dio. Come scritto su, mi ha molto emozionato il contributo del rapper ospite nel pomeriggio; come a coronare il tutto, Shoek ha parlato di cosa significa per lui la lode e di come la vive.
È stata una bellissima giornata da tutti i punti di vista: spirituale e relazionale. Spero che esperienze del genere si possano replicare. Sono dei momenti arricchenti che mi piacerebbe sperimentare ogni volta come se fosse la prima (Lucia Maiolatesi).

L’estate scorsa stavo scrollando su Instagram, e a un certo punto mi compare il video di un rapper. Mi fermo un secondo a guardarlo e capisco che sta tenendo un concerto cristiano. Ascolto le parole rivolte alla folla che lo acclama: “Sapete perché io amo Gesù? È l’unico leader che è risorto ed è vivo. Andate a vedere le tombe dei grandi uomini e donne della storia: quella di Gesù è vuota!”.
Udendo quelle frasi mi sono commossa e ho cercato altre notizie su di lui. Il suo nome è Shoek, è stato il primo rapper cristiano in Italia e ha fondato il movimento gospel rap nel nostro Paese. Colpita dalle sue frasi gli mando un messaggio su Instagram e dopo qualche minuto mi risponde chiedendomi il numero per potermi contattare. Guardo quanti follower aveva… superavano i 20 mila!
Ho subito pensato ai ragazzi della mia chiesa, immaginando che potessero incontrarlo. Dopo qualche minuto ricevo una telefonata. Dall’altra parte sento una voce maschile: “Ciao sono Shoek!”. Devo dire che lo shock è stato il mio! Non avrei mai creduto che mi avrebbe telefonato. Gli ho chiesto delle informazioni su come organizzare un evento insieme a lui, e ci siamo lascati con la promessa di risentirci.

Dopo qualche tempo ho parlato con il pastore della chiesa di Jesi, Gionatan Breci, per raccontargli la mia idea di organizzare un evento con il rapper. Dopo l’estate e l’autunno, con l’approvazione del comitato, abbiamo deciso di partecipare al Global Youth Day invitando proprio Shoek, che ha accettato subito di esserci.
In seguito, abbiamo programmato una serie di tre incontri sul tema “L’acqua può diventare vino?”. Siamo riusciti a coinvolgere nel progetto anche alcune chiese avventiste vicine (Forlì, Bologna, Pesaro) con i loro ragazzi, e ci ha riempito di gioia. La nostra chiesa si è riempita di giovani che hanno portato una ventata di freschezza tra di noi.

Per circa due anni la chiesa di Jesi ha organizzato il GYD, e devo ammettere che non è stata un’esperienza semplice. In questi mesi però abbiamo pregato e chiesto a Dio di sostenerci, e lui lo ha fatto. Alcuni ragazzi hanno iniziato gli studi biblici, e per noi è stato un grande risultato. Non sappiamo dove li porterà questo percorso, ma siamo contenti della strada che stanno intraprendendo.
L’amore del Signore ci circonda e, come ha detto Shoek durante l’incontro di sabato 21 marzo: “L’amore di Dio è come una lasagna, se non l’assaggi non puoi capire quanto è buona!”.
Ringraziamo Dio di tutto ciò che ci ha permesso di fare e preghiamo perché continui a sostenerci per il futuro e ci faccia capire quale strada ha preparato per noi (Sara Civerchia).
[Foto pervenute dalla comunità di Jesi]







