La fede di uno scienziato
6 Giugno 2023

Il campo della scienza era in piena espansione e, tra i più giovani e brillanti studenti, uno in particolare otteneva sempre il massimo nei corsi di fisica e chimica, vinceva premi accademici ed era corteggiato da prestigiose università con offerte di borse di studio. La sua traiettoria era puntata verso le vette del mondo scientifico.

Braden Blyde – Nell’era dell’illuminismo e del ragionamento postmoderno, il percorso dello scienziato John Ashton rappresenta un’eccezione, dimostrando che lo studio della scienza non sempre distrugge la fede. A volte la crea.

Ricercare la fede 
Durante gli anni dell’università, Ashton lavorava nella divisione di ricerca della più importante società mineraria e petrolifera del mondo, la Bhp Billiton. 
"Sono rimasto colpito dalla vacuità nella vita di alcuni scienziati" racconta "Il mio capo, però, si distingueva. C’era qualcosa di diverso nel suo approccio al lavoro e all’esistenza". 

La differenza stava nel fatto che il suo capo era cristiano. 
"Così, ho iniziato a pensare al mio scopo nella vita" ricorda Ashton "Essendo cresciuto in una casa che si definiva cristiana, chiesi a mia madre: ‘Come si fa a conoscere Dio?’. Lei mi suggerì di iniziare andando in chiesa".

E così fece. Ma Ashton non aveva nemmeno una Bibbia. 
"In quel periodo avevo presentato la domanda per la più prestigiosa borsa di studio del Paese in chimica e così, pronunciai la mia prima preghiera. In pratica dissi: ‘Dio, se vincerò questa borsa di studio, acquisterò una Bibbia’".

Si aggiudicò la borsa di studio, che gli consentì di lavorare con Harry Bloom, chimico di fama mondiale. Il primo libro che comprò al suo arrivo? Una Bibbia.

Lottare per essere ascoltati 
Nel corso degli anni, Ashton ha conseguito due dottorati, il primo in chimica e il secondo in epistemologia (la teoria della conoscenza). Ha anche pubblicato numerosi articoli, dato un contribuito alla comunità scientifica con scoperte significative e scritto diversi libri. Il suo volume più recente è Evoluzione impossibile. Eppure, nonostante tutti i riconoscimenti e i risultati raggiunti, essere ascoltato come creazionista all’interno del crescente coro di evangelisti dell’evoluzionismo, significa trovarsi in mezzo a una battaglia costante.

Ashton sostiene che, mentre la maggior parte degli scienziati con cui lavora sono abbastanza civili rispetto alle loro differenze, accettando di non essere d’accordo, dietro le quinte dei centri di ricerca e delle case editrici – metaforicamente e letteralmente parlando – le cose non stanno così.

"Stavo per pubblicare un libro e lavoravo alla promozione di una delle riviste scientifiche più diffuse e popolari al mondo" racconta "Parlai loro del libro e del sostegno scientifico alla creazione e improvvisamente mostrarono disinteresse. Nonostante avessi il denaro per procedere, semplicemente non erano interessati a dargli spazio nella loro rivista".

Furono innalzati muri simili anche per le richieste di Ashton di ottenere borse di studio di ricerca in varie istituzioni. Lo studioso afferma che la scienza è solida e nessuno vuole toccarla.

Nel 2006, Ashton preparò un Dvd che forniva prove a sostegno del disegno intelligente, ma le reazioni della comunità scientifica furono aspre e molto poco scientifiche. Ashton racconta che "un articolo di una rivista accomunò l’idea ad assurdità quali ‘il raddrizzamento di un cucchiaio e i rapimenti alieni’", e questi, ironia della sorte, non sono di certo argomenti scientifici.

"Un anno dopo fu pubblicato un mio articolo in risposta a quella reazione. Il riscontro fu ancora più pungente". 
Ashton ricevette innumerevoli e-mail e commenti aggressivi, talvolta sprezzanti. “Tra questi” racconta "quello più significativo fu il commento di un collega scienziato che disse: ‘Non abbiamo ancora scoperto le prove che dimostrano che lei si sbaglia. Ma le troveremo’". Un commento che conferma la sua più grande preoccupazione riguardo il suo lavoro e la sua fede.

"Temo che non ci sia più dibattito sulla questione [creazione contro evoluzione]", commenta Ashton. "Non lo si è perso a causa delle prove, ma per quello in cui la gente vuole credere".

Lezioni da imparare 
"Non c’è alcuna evidenza nel mondo scientifico che dimostri la creazione di nuove informazioni genetiche", afferma Ashton "Piccoli pezzi di codice genetico sono stati trasferiti o rimossi, ma nulla è nuovo. Senza questi nuovi elementi informativi, non ci sono risposte scientifiche per le argomentazioni a favore della creazione".

Un’altra delle questioni più conflittuali per una spiegazione evoluzionistica della vita è quella della sinergia: l’interazione di due o più elementi che, una volta combinati, producono un effetto maggiore rispetto a quello che ciascuno di essi può produrre da solo. Ashton ritiene che questo concetto sia alla base di "molti errori, in particolare nelle scienze ambientali e sanitarie". Lo scienziato dà questa spiegazione: è un po’ come se due uomini fossero in grado di trasportare più del doppio del carico che uno dei due potrebbe portare da solo.

"La natura sembra essere in grado di creare sinergie all’interno dei sistemi che sfidano la semplice logica", afferma Ashton "Questo causa problemi significativi per la ricerca scientifica".

Oltre alle sue scoperte, Ashton ha riscontrato due notevoli problemi che pongono delle sfide a coloro che presentano una tesi a favore della creazione. "In primo luogo, c’è una profonda mancanza di conoscenza della Bibbia nella comunità scientifica" afferma "Molti scienziati operano e giudicano sulla base di presupposti completamente errati".

Un altro aspetto riguarda l’idea pervasiva che tutti gli scienziati credano nell’evoluzione. "È piuttosto corretto affermare che sono molti gli scienziati di spicco in diversi campi, che provano che questa tesi è sbagliata. Ma un tale atteggiamento rivela ancora una volta che il dibattito è stato escluso".

Ashton ammette che sarebbe molto più semplice rinunciare a lottare, ma se ha imparato qualcosa come scienziato e cristiano, è che la verità deve essere portata alla luce.

"Ci sono molte teorie e congetture su numerosi argomenti. Quello che mi interessa è ciò che possiamo sapere e quello che è possibile riprodurre. Dobbiamo domandarci: ‘Qual è la migliore dimostrazione storica? Qual è il migliore sapere scientifico? Qual è la migliore conoscenza biblica?’. E poi dobbiamo adoperarle".

(Braden Blyde è uno scrittore freelance di Adelaide, in Australia del sud. Una versione di questo articolo è apparsa per la prima volta sul sito web di Signs of the Times Australia/Nuova Zelanda ed è ripubblicata dietro autorizzazione).

[Fonte: st.network. Traduzione: V. Addazio]

 

 

 

 

 

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