La Generazione Z e il suo rapporto con la chiesa
26 Gennaio 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La Generazione Z e il suo rapporto con la chiesa
26 Gennaio 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Il crescente movimento di giovani che frequentano le comunità di fede solleva interrogativi tra gli studiosi e rivela un interesse insolito.

Un sondaggio condotto negli Stati Uniti ha rivelato che la Generazione Z (i nati tra la seconda metà degli anni ’90 e la prima metà degli anni 2010, ndt) è la più assidua frequentatrice di chiese rispetto a ogni altra fascia d’età.[1] È una notizia molto positiva, sebbene ci si chieda cosa succede e quale sia il significato di tutto questo.

Per lo scrittore Luke Lefevre,[2] la spiegazione del fenomeno risiede nel il fatto che “la Generazione Z è passata dalla disillusione alla disperazione, e questo ha portato molti a Gesù”.

In diverse regioni del mondo, le nuove generazioni sono sotto pressione a causa di una realtà sempre più esigente e caotica. La pressione per gli studi, la carriera professionale, le relazioni, l’aspetto fisico, oltre alle preoccupazioni globali su guerre, crisi economiche e ambientali, ha generato ansia e vari problemi di salute mentale ed emotiva. Di conseguenza, molti di questi giovani cercano nella religione e nella spiritualità un’alternativa e uno scopo che razionalismo, droghe, feste e intrattenimento non possono offrire. Secondo il sociologo Manuel Castells, “la religione e altre forme di spiritualità diventano sempre più importanti. […] Cresce il bisogno di qualcosa di spirituale che vada oltre ciò che ci imprigiona quotidianamente, e le persone trovano soluzioni diverse”.[3]

Obiettivo insolito: ben oltre la fede
Purtroppo, il fatto che oggi molti giovani siano aperti alla religiosità e alla spiritualità non significa che sia in atto un risveglio o che siano automaticamente aperti a tutto ciò che le chiese offrono. Questi ragazzi cercano esperienze trascendentali, risposte esistenziali e interazioni sane. Spetta a ogni chiesa adattarsi e sapere come trasformare questo fenomeno in un’opportunità.

Secondo Carey Nieuwhof, assistiamo a un cambiamento radicale nella cultura della chiesa: la fine del “culto hype” (cioè del clamore, che dà risonanza a personaggi ed eventi, ndt) e la nascita di un profondo desiderio di autenticità reale e tangibile.[4]

Culto performativo
Dagli anni 2000 in poi, in molti luoghi si è sviluppato un movimento per rendere le comunità di fede più rilevanti per i giovani. In alcune chiese, organi e pianoforti sono stati sostituiti da gruppi musicali e strumenti come la batteria. La dossologia del culto è stata modificata, il tempo dedicato al sermone è stato ridotto e ne è stato aggiunto di più per la lode.

In seguito, con l’avvento del servizio religioso online su YouTube e su altre piattaforme digitali, le chiese hanno iniziato a vedere in tempo reale cosa facevano gli altri. Questo ha generato una “fase di copiatura”: quando una grande chiesa utilizzava un certo stile di liturgia, tutti sentivano di doverlo adottare. Di conseguenza, ciò che un tempo era unico e innovativo è diventato normale; molte chiese sono divenute copie l’una dell’altra, con gli stessi canti e la stessa estetica visiva.

Insensibilità digitale della Generazione Z
Il problema attuale non è la tecnologia in sé, ma la saturazione del pubblico. La Generazione Z e i Millennial (i nati dal 1981 al 1996, ndt) sono sopraffatti dai contenuti e dagli approcci di marketing su Internet. Di conseguenza, sono intorpiditi dalla produzione visiva. Quando tutto è rifinito e prodotto, il “livello elevato” smette di colpire. Non cercano più informazioni su Dio, poiché Internet e l’intelligenza artificiale ne forniscono già in numero infinito. Non vogliono solo una presentazione impeccabile. Ciò che desiderano disperatamente è sapere se Dio è reale. Cercano qualcosa di trasformativo e un’esperienza di “presenza, non solo presentazione”.[5]

Necessità diverse
Questo cambiamento culturale richiede mutamenti nel servizio religioso e nella predicazione. Non si tratta di buttare via tutte le attrezzature audiovisive, ma di spostare il focus.

Sensibilità prima dello spettacolo. Coloro che si occupano del servizio religioso non dovrebbero solo provare per avere canti perfetti, ma coltivare una sensibilità per ciò che lo Spirito Santo opera nella chiesa in tempo reale.

Spazio per il silenzio. In passato, l’obiettivo era eliminare il silenzio con una programmazione continua. Oggi, in un mondo rumoroso in cui le persone usano “macchine per rumore bianco” anche per dormire, la chiesa potrebbe essere l’unico luogo in cui trovano silenzio e spazio per respirare.

La differenza del “dal vivo”. Sebbene il culto online sia prezioso, Internet non può facilitare un incontro eguale alla presenza fisica. Nell’interazione umana e nel culto collettivo in presenza vi è una qualità che il digitale non può replicare, ed è ciò che le nuove generazioni cercano.

Il vero fondamento della fede
Le nuove generazioni cercano esperienze spirituali ed emozionali nelle chiese, ma è fondamentale distinguere la spiritualità dall’emozione e dalla manipolazione. Il ruolo della chiesa non è quello di creare un risveglio o manipolare i sentimenti, bensì di presentare la Parola di Dio come unica regola di fede e di pratica capace di trasformare il carattere. Il vero risveglio è opera dello Spirito Santo, che agisce sulla mente e sulla coscienza, conducendo a un autentico pentimento e all’obbedienza ai principi divini. Così, il culto diventa un servizio razionale, basato sul “così dice il Signore”, generando una fede solida che permane anche quando le emozioni vacillano.

Lo scopo rimane
Il modello di chiesa incentrato sull’essere “la più cool della regione”, con la musica e il programma migliori, ha perso il suo vantaggio competitivo perché, nell’era digitale, l’intrattenimento di livello mondiale è disponibile sullo schermo di qualsiasi smartphone.

La tua chiesa potrebbe essere piccola e semplice, ma se offre ciò che i cellulari non danno, vale a dire una presenza reale, un tocco umano e uno spazio sacro per il silenzio e l’incontro con il divino, ha tutto ciò di cui i giovani hanno bisogno in questo momento.

La nuova generazione ha fame di un pasto spirituale fatto in casa, preparato artigianalmente. La tua chiesa potrebbe non avere le confezioni scintillanti o il marketing aggressivo di altre, ma se offre nutrimento biblico e interazione con persone reali, soddisferà la fame spirituale di molti giovani.

Carlos Magalhães

Note
[1] Nuovi dati Barna “I giovani guidano una rinascita della frequenza in chiesa”. Disponibile all’indirizzo: https://www.barna.com/research/young-adults-lead-resurgence-in-church-attendance. Consultato il: 23 gennaio 2026.
[2] L Lefevre. Disponibile all’indirizzo: https://lukelefevre.org. Consultato il 23 gennaio 2026.
[3] https://ihu.unisinos.br/661627-o-mundo-esta-em-processo-de-autodestruicao-entrevista-com-manuel-castells. Consultato il 23 gennaio 2026.
[4] C. Nieuwhof, C. “7 Disruptive Church Trends That Will Rule 2026”. Disponibile all’indirizzo: https://careynieuwhof.com/church-trends-2026. Consultato il 23 gennaio 2026.
[5] Churchfront, Hype Worship is DEAD!, di Carey Nieuwhof. Disponibile all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=WFEiLoKM82s. Consultato il 23 gennaio 2026.

[Fonte: noticias.adventistas.org/pt/. Traduzione: Lina Ferrara]
[Immagini: mleonascimento0 e Pexels su pixabay.com] 

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