Michele Abiusi – La morte, che ancora fa parte dell’esperienza umana, è in stretta relazione con il peccato, inteso come ribellione a Dio per essere autonomi: “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23). 
Il peccato produce separazione da Dio e quindi la morte avrebbe dovuto essere l’annientamento totale dell’uomo (quello che la Bibbia definisce morte seconda).

Grazie a Cristo, la morte è una semplice interruzione della vita a cui farà seguito la risurrezione. È per questo che Gesù la paragona a un sonno, proprio perché presuppone un risveglio. 
“Così parlò; poi disse loro: ‘Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo’. Perciò i discepoli gli dissero: ‘Signore, se egli dorme, sarà salvo’. Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno” (Giovanni 11:11-13).

Nella morte avviene la dissociazione degli elementi che costituiscono l’uomo, come lo descrive il racconto genesiaco della creazione: “Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente” (Genesi 2:7). Il corpo torna in polvere alla terra e lo spirito ritorna a Dio che lo ha dato. Non si tratta solo dell’incapacità di respirare, ma torna a Dio la nostra personalità che ci verrà restituita alla risurrezione. “prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato” (Ecclesiaste 12:9). Nella morte l’uomo, essere psico-fisico, non c’è più, ma Dio conserva la nostra personalità per restituircela alla risurrezione.

La morte sarà totalmente debellata al ritorno di Cristo. “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati” (1 Tessalonicesi 4:13-15).

Le sedute spiritiche, medianiche e quant’altro sono inganni del maligno. Il messaggio più bello della Sacra Bibbia è quello dell’apostolo Paolo che si basa sulla fede in Cristo: “Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità. Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: ‘La morte è stata sommersa nella vittoria’. ‘O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?’. Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” (1 Corinzi 15:51-57).

Un vecchio adagio recita: “A tutto c’è rimedio tranne che alla morte”. Io mi permetto di dire: “A tutto c’è rimedio anche alla morte”. La risposta di Dio è la risurrezione. La morte, grazie a Cristo, non è più uno spauracchio, ma un’attesa incosciente che il piano di Dio per l’umanità si realizzi definitivamente. 

 

 

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