Dopo aver parlato di presenza e consapevolezza, mancava la responsabilità per chiudere questo primo ciclo di appuntamenti della rubrica Riflettiamo insieme, proposti e curati dalla dottoressa Maria Grazia Ceparano, psicologa e psicoterapeuta (Gestalt), Anche questa volta, venti minuti di dialogo dinamico con il conduttore, Claudio Coppini. Dopo aver parlato di presenza e di consapevolezza siamo pronti ad affrontare il tema della Responsabilità intesa come "abilità che acquisiamo nel corso della nostra esistenza a rispondere agli eventi della vita".La vita piena di eventi, non coincide con una vita di qualità. Quindi se l'essere umano è intrigato alla qualità del suo vivere deve imparare a scegliere. Per scegliere abbiamo bisogno di essere liberi di farlo, soprattutto dentro di noi. E come si sa, spesso il primo carceriere lo troviamo al nostro interno. Quindi primo passaggio fondamentale in termini di responsabilità è venire a patti con il nostro giudice o carnefice o carceriere interno. Solo dopo aver fatto questo possiamo essere liberi di fare scelte che ricadono solo ed esclusivamente su noi stessi, assumendocene la responsabilità delle conseguenze. Ogni scelta è comunque un atto sacrificale verso ciò che non scegliamo. Consci di questo atto, possiamo poi procedere nel cammin di nostra vita dove amore e libertà possono darsi la mano e diventare nostri alleati. Quando il fantastico cantautore Giorgio Gaber parla della libertà come partecipazione, ci porta in questo regno di grande consapevolezza dell'interdipendenza umana. Ognuno ha bisogno dell'altro, non in senso utilitaristico, ma come fonte di vita e di gioia. La responstabilità nel nostro vivere è stata molto equivocata,  proprio come il potere. Ma entrambi sono la spina dorsale della nostra esistenza e ne abbiamo bisogno per essere individui  individuabili, ossia riconoscibili nelle proprie specificità. Essere responsabili significa essere indipendenti e chi non è capace di indipendenza, in mancanza di ordini superiori, si smarrisce. Solo individui individualizzabili possono costituire un popolo, dal momento che esso è il prodotto della co-costruzione cosciente e responsabile  dei suoi membri. Altrimenti ci si aggrega come massa, una tendenza spontanea dei gruppi. Gli individui oscillano continuamente fra due realtà: l'una è quella meccanicistica, l'altra è l'Esser-ci o il Daisen fenomenologico che è l'equivalente di essere umano libero e responsabile di scegliere consapevolmente. Questo è l'auspicio di uno stare insieme "colto".

Per contatti con la dottoressa Maria Grazia Ceparano – Istituto Mercurius Firenze: 335 804 6404, mail: ceparano.mercurius@gmail.com   profilo facebook Maria Grazia Ceparano

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