La tregua olimpica e la pace
16 Marzo 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La tregua olimpica e la pace
16 Marzo 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Concluse Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, oltre al ricco medagliere dei nostri atleti, registriamo il successo dell’incontro della Consulta delle religioni, svolto a Milano in occasione dei Giochi. Un servizio di cappellania nelle varie sedi ha offerto assistenza spirituale.

La Consulta delle religioni della Regione Lombardia, organismo voluto per incentivare il dialogo tra le istituzioni e le religioni presenti nel territorio, è operativa dall’ottobre 2024. In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026, un gruppo di lavoro ha organizzato due eventi per la giornata del 12 febbraio. L’obiettivo era quello di valorizzare la tregua olimpica, con momenti di preghiera pubblici e con espressioni artistiche. Parallelamente, un Comitato ristretto inter-fedi, formato dall’Unità Organizzativa Relazioni Internazionali e Cooperazione e la Fondazione Milano–Cortina 2026 ha offerto un servizio di cappellania alle delegazioni olimpiche delle varie nazioni .

La pace come luogo fisico
La tregua olimpica e la pace come luogo fisico di incontro sono state al centro dell’evento che si è svolto in piazza Sempione, dove ardeva il braciere olimpico.
L’attore Giacomo Poretti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) ha letto un messaggio intitolato “La convivenza è possibile, la pace è necessaria, l’umanità è una sola”, introdotto dal canto “Inno alla vita” del coro voci bianche del Liceo Musicale “Riccardo Malipiero” di Varese.
La partecipazione all’evento è stata numerosa. I cittadini hanno espresso curiosità e vivo interesse, chiedendo informazioni e assistendo all’intero svolgimento. Erano presenti anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sottosegretario Raffaele Cattaneo che presiede la Consulta e la vice sindaca di Milano, Anna Scavuzzo.

Sempre a sostegno della tregua olimpica, la sera, all’Auditorium Testori, le diverse religioni hanno offerto alla città di Milano un evento artistico di testimonianza. La cooperazione tra le diverse fedi e la loro presenza attiva nel tessuto sociale sono alla base della pace. Come scriveva Hans Küng, “Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni”.[1]

Diversi avventisti hanno partecipato, anche attivamente, all’iniziativa. Il coro della chiesa di Milano Mirabello ha eseguito tre canti della tradizione protestante insieme alle corali battista, metodista e valdese.

Servizio di cappellania olimpico e paralimpico
L’inclusione degli atleti paralimpici è parte integrante dell’organizzazione dei Giochi. Infatti, le strutture e gli impianti vengono progettati tenendo conto delle necessità di ogni partecipante, anche di quelli disabili. Nelle varie sedi delle Olimpiadi e Paralimpiadi sono state realizzate delle stanze di preghiera adatte a ogni sensibilità religiosa delle delegazioni sportive partecipanti, e con a disposizione i testi sacri di ogni fede. Ciascuna religione ha offerto un servizio di cappellania e fornito le indicazioni sui luoghi di culto più vicini ai villaggi olimpici. La disponibilità e la collaborazione del CIO ha consentito libertà di movimento all’interno dei villaggi. I servizi spirituali erano in presenza e, su richiesta, online, prenotando degli slot di colloquio.

Daniele La Mantia

[1] H. Küng, Ebraismo, Rizzoli, 1993, p. 5. Küng riprese poi il concetto nel suo discorso all’assemblea dell’Onu nel 2001.

[Fonte;:anteprima dell’intervista del Messaggero Avventista, aprile 2026] 

Ascolta qui iil podcast di radio RVS a conclusione delle Paralimpiadi invernali Milano–Cortina 2026.

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