La vittoria più bella di Jannik
21 Luglio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La vittoria più bella di Jannik
21 Luglio 2026

Quando il successo incontra l’umiltà, anche sul Centre Court più ambito.

C’è un’immagine, nella recente finale di Wimbledon vinta da Jannik Sinner, che racconta molto più del punteggio conclusivo. Durante il terzo set della partita, nel momento in cui il suo avversario Alexander Zverev era caduto a terra dolorante, Jannik non ha pensato a esultare o a congelare il vantaggio; anzi, è andato oltre la rete, si è avvicinato e gli ha teso la mano per aiutarlo a rialzarsi (la scena si può rivedere sulla pagina Facebook ufficiale di Wimbledon qui). Un gesto sportivo, spontaneo, quasi normale nella sua testa, ma straordinario in un’epoca competitiva spesso malata di egocentrismo, dove l’altro è solo un ostacolo da abbattere.

Anche davanti ai microfoni Sinner ha sempre confermato questa sua rara dote, interviste misurate, zero parole di autocelebrazione e un profondo rispetto per chi condivide con lui la fatica del campo. Questa non è solo cronaca sportiva, è una parabola moderna. Nel Vangelo di Matteo (capitolo 20, versetto 26) troviamo un invito: “Chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore”. Ecco, l’umiltà di questo ragazzo ci mostra che la vera grandezza non sta nel guardare gli altri dall’alto in basso, ma nella capacità di piegarsi verso chi è in difficoltà. Il successo non ha indurito il suo cuore, e questa è la sua vittoria più limpida.

L’apostolo Paolo, scrivendo ai Filippesi, esortava a non fare nulla per rivalità o vanagloria, ma a considerare gli altri con umiltà. Sinner ha applicato questo principio sul campo di un torneo milionario, ricordandoci che i valori autentici non dipendono dai montepremi.

La morale di questo episodio va ben oltre il tennis. La vita quotidiana assomiglia spesso a una competizione feroce, in cui ci viene chiesto di correre senza guardarci indietro e senza guardare in faccia nessuno. Ma il gesto di Jannik ci ricorda che il modo in cui vinciamo conta più del trofeo. A cosa serve tagliare il traguardo per primi, se poi lungo la strada abbiamo ignorato chi è inciampato? La vera vittoria cammina sempre insieme all’umanità.

Jonathan Di Maggio, collaboratore del Messaggero Avventista.

[Immagine: NoPixelZone, Pixabay.com]

Condividi su:

Notizie correlate

Corso di formazione. La Bibbia nel contesto antico

Corso di formazione. La Bibbia nel contesto antico

L'Istituto universitario avventista (IAU) presenta un nuovo Corso di formazione continua: "La Bibbia nel contesto antico. Dove la Parola incontra la storia". Il percorso invita ad approfondire le pagine della Scrittura attraverso i testi, l’archeologia e le tradizioni...

A Cesena per i 25 anni della Festa solidale

A Cesena per i 25 anni della Festa solidale

Dal 12 al 14 settembre, appuntamento con la storica manifestazione cittadina. Tre giorni dedicati a chi si prende cura degli altri. Un traguardo da festeggiare per l'evento che da un quarto di secolo unisce solidarietà e allegria, le persone più fragili e coloro che...

Inaugurazione del media center di HopeMedia Italia

Inaugurazione del media center di HopeMedia Italia

La nuova sede è a Roma. Segui il programma del mattino in diretta streaming.  Sabato 12 settembre segnerà una data da ricordare per la comunicazione avventista. Sarà inaugurato il Centro HopeMedia Italia a Roma, un traguardo che è una tappa significativa di un...

Sesto San Giovanni. Benedizione matrimoniale

Sesto San Giovanni. Benedizione matrimoniale

Emozione e felicità nella chiesa avventista di Sesto San Giovanni (MI) per l’unione di Mihael Martin e Sara Ricci, nella giornata di domenica 16 agosto. Le nozze erano già state celebrate con rito civile negli Stati Uniti d’America. La coppia ha voluto vivere un...

Pin It on Pinterest