Michele Abiusi – Ascendere significa salire. Nell’Antico Testamento si parla di due ascensioni: quella di Enoc –  “Enoc visse sessantacinque anni e generò Metusela. Enoc, dopo aver generato Metusela, camminò con Dio trecento anni e generò figli e figlie. Tutto il tempo che Enoc visse fu di trecentosessantacinque anni. Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese” (Genesi 5:21-24); e quella di Elia –  “Essi continuarono a camminare discorrendo insieme, quand'ecco un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l'uno dall'altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. Eliseo lo vide e si mise a gridare: ‘Padre mio, padre mio! Carro e cavalleria d'Israele!’. Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi; raccolse il mantello che era caduto di dosso a Elia, tornò indietro, e si fermò sulla riva del Giordano” (2 Re 2:11-13).

Questi due personaggi non hanno subito la morte. Anche Gesù è asceso in cielo come il Risorto. Abbiamo la testimonianza nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.
“Il Signore Gesù, dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano” (Marco 16:19-20).

“Poi li condusse fuori fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio” (Luca 24:50-53).

“Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: ‘Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?’. Egli rispose loro: ‘Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra’. Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi” (Atti 1:6-9)

Cosa ci ricorda l’ascensione? 
– L’ultimo discorso di Gesù ai discepoli. “Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, ‘la quale’, egli disse, ‘avete udita da me. Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni’ (Atti 1:4-5).

– L’annuncio degli angeli. “E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: ‘Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo’” (Atti 1:10-11).

– L’attività di Cristo. “Ora, il punto essenziale delle cose che stiamo dicendo è questo: abbiamo un sommo sacerdote tale che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli,  ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto” (Ebrei 8:1-2)

L’Antico Testamento esprime una speranza nel futuro, parlando del malkuth di Yahwhé ossia il regno di Dio che sarà stabilito alla fine del processo storico di cui parla Daniele 2. Spesso adopera le espressioni “giorno del Signore”, “grande e terribile giorno di giudizio”. In quel giorno Dio farà ogni cosa nuova. Esprime l’aspettativa in un Messia. Tale speranza ha per centro una Persona; e, in questo predetto Uno che verrà, l’autorità e il regno sperati troveranno la loro concretezza.

Gesù ha adempiuto le speranze dell’Antico Testamento? 
Nell’autorità e nella potenza di Gesù, l’azione salvifica di Dio viene immediatamente dimostrata. Egli guarisce gli ammalati, caccia i demoni, purifica i lebbrosi, risana i malati di mente, persino risuscita i morti: il malkuth di Dio è venuto. Gesù ha invaso il tempo presente, ma non lo ha ancora conquistato; è entrato nella storia che ha così assunto una nuova dimensione, però è sempre storia. Anche la speranza del Messia trova il suo pieno adempimento in Gesù che realizza tutte le profezie messianiche, però il giorno “di vendetta” del nostro Dio appartiene ancora al futuro.

Questa è l’idea e l’insegnamento del Nuovo Testamento che guarda con speranza al futuro. “Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa” (Filippesi 3:20-21).

La fede e la speranza, il presente e il futuro non possono essere separati nella vera dottrina cristiana. Se Gesù è la persona escatologica, cioè se con la sua prima venuta ha inaugurato l’ultima era della storia, ciò significa che tutti gli eventi che lo riguardano, fanno parte di un solo grandioso evento.

Nel linguaggio biblico l’intero periodo che va dal primo al secondo avvento è descritto come ultimi tempi. Ne consegue che tutti i cristiani vivono negli ultimi giorni, perché Gesù ha dato origine all’ultimo periodo della storia. E i segni della fine? Come vanno compresi? Leggendo tutti quei segni si nota che il costante consiglio dato ai credenti è quello di vegliare, essere pronti in ogni momento perché non si sa quando verrà il Signore.

L’ascensione ci ricorda che il Signore è salito, ci sta preparando un luogo e ritornerà a prenderci con sé. L’ascensione mi ricorda che il Gesù Mediatore vuole trasformare la mia vita per portarmi con sé.

 

 

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