HopeMedia Italia – Assumere il punto di vista di un gruppo minoritario mentre si interagisce con una persona di questo stesso gruppo porta ad atteggiamenti più favorevoli, a livelli più alti di empatia e a intenzioni di contatto più elevate verso le persone con disabilità. È il risultato della ricerca sociale “Il Marciapiede Didattico. Disabilita il pregiudizio”, pubblicata dal Journal of Applied Social Psychology, una delle più importanti riviste scientifiche in ambito psicosociale.

Dopo un’esperienza decennale in piazze, eventi e scuole, “Il Marciapiede Didattico”, progetto educativo sociale, è diventato anche il luogo per verificare con uno studio quanto la simulazione di situazioni di disagio e l’immedesimarsi in esse fossero efficaci per ridurre, tra i ragazzi e le ragazze, le discriminazioni verso le persone disabili e i gruppi minoritari.

La ricerca è nata grazie alla collaborazione con il Dipartimento di formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia dell’università degli studi di Firenze, con la partnership del Quartiere 5 del Comune di Firenze e il sostengo della Cassa di Risparmio di Firenze, la Regione Toscana, l’8xmille della Chiesa avventista e Adra International.

“L’obiettivo di questo studio è quello di poter esaminare il cambiamento degli atteggiamenti degli studenti nei confronti della disabilità e delle diversità dopo aver partecipato al format ‘Il Marciapiede Didattico. Disabilita il pregiudizio’ e dando validità scientifica al progetto” aveva spiegato Dag Pontvik, direttore di Adra Italia, all’inizio della ricerca sociale lo scorso anno.

L’esperimento è stato proposto a 450 studenti, di età tra gli 11 e i 15 anni, che frequentavano nel 2019 alcune scuole secondarie di primo e di secondo grado del Comune di Firenze, al fine di ridurre il pregiudizio nei confronti di chi presenta una forma di disabilità con l’utilizzo della prospettiva dell’immedesimazione, del mettersi nei panni degli altri.

Agli studenti si chiedeva di salire su una sedia a rotelle e di percorrere un marciapiede modulare in legno, montato all’interno delle strutture scolastiche, con annesse tutte le difficoltà e gli ostacoli di un qualsiasi marciapiede cittadino che una persona con disabilità deve affrontare ogni giorno. Gli studenti erano invitati a seguire un percorso esperienziale per far capire cosa deve affrontare quotidianamente una persona sulla sedia a rotelle.

I risultati ottenuti dallo studio supportano la tesi iniziale e mostrano che “assumere la prospettiva in presenza di un obiettivo reale era più efficace nel ridurre i pregiudizi nei confronti delle persone con disabilità che assumere la prospettiva senza incontrare un membro esterno al gruppo” afferma il Journal of Applied Social Psychology “La presa di prospettiva con un ipotetico target non è stata sufficiente per aumentare l’empatia dei partecipanti verso le persone con disabilità, che invece è stata migliorata quando il compito è stato svolto alla presenza di un membro reale di quel gruppo”.

L’aspetto molto interessante rivelato da questi risultati è che l’immedesimarsi è efficace nel ridurre anche i pregiudizi verso altre minoranze che non sono state menzionate direttamente durante l’intervento.

“Possiamo affermare che il progetto educativo ‘Marciapiede Didattico’ è un valido strumento per abbattere le barriere mentali, oltre che fisiche, nei confronti della disabilità e della diversità” concludono da Adra.

Clicca qui per l’articolo del Journal of Applied Social Psychology

Per approfondire leggi anche l’articolo di Vita & Salute, novembre 2020

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[Foto e fonte: Adra Italia]

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