In Ucraina sono sempre più frequenti i procedimenti giudiziari contro gli obiettori di coscienza a cui viene negato il servizio civile alternativo.
Il 9 marzo scorso, un tribunale della regione meridionale di Mykolaiv ha condannato a sei anni di carcere Volodymyr Klementiev, un obiettore di coscienza di 42 anni, testimone di Geova. La Corte d’Appello ha respinto il suo ricorso. “Ad oggi, questa è la pena detentiva più lunga inflitta a uno dei nostri fratelli dall’inizio della guerra nel Paese”, osservano i Testimoni di Geova in una nota.
Dopo la ripresa dell’invasione russa, iniziata nel febbraio 2022, in Ucraina vige lo stato di legge marziale. Tutti gli uomini di età compresa tra i 27 (poi ridotta a 25) e i 60 anni sono stati considerati idonei alla chiamata alle armi in caso di mobilitazione generale e hanno avuto il divieto di lasciare il Paese.

Volodymyr Klementiev, foto: Testimoni di Geova
Preoccupazione per la libertà di coscienza
Come documentato dall’organizzazione norvegese per i diritti umani “Forum 18”, in Ucraina si registra un numero crescente di casi giudiziari contro gli obiettori di coscienza che rifiutano anche il servizio militare alternativo non armato. Al 2 giugno 2026, sono stati avviati 1.091 procedimenti penali contro obiettori che si professano testimoni di Geova, ha riferito a Forum 18 un avvocato che ne rappresenta più di 50.
Anche battisti, avventisti del settimo giorno, ortodossi e devoti di Hare Krishna sono stati condannati e incarcerati dopo che gli Uffici di Reclutamento ucraini hanno respinto le loro domande per motivi di coscienza per il servizio civile alternativo.
Il 10 giugno, ad esempio, un tribunale nella regione settentrionale di Chernihiv ha dichiarato Andrii Skliar, obiettore avventista di 34 anni. Il giudice lo ha condannato a una pena detentiva complessiva di 5 anni e un mese. “Non posso indossare una uniforme militare ed eseguire ordini che contraddicono la Legge di Dio e le norme della Chiesa”, aveva scritto Skliar nella sua richiesta di servizio civile alternativo nel dicembre 2024. “In conformità con l’articolo 35 della Costituzione ucraina, chiedo un servizio civile alternativo” ha aggiunto l’uomo.
Sempre il tribunale della regione di Chernihiv aveva condannato, il 9 giugno scorso, un altro obiettore di coscienza avventista, il 37enne Ihor Kiktev, per le stesse accuse, a una pena complessiva di 5 anni e un mese.
Anche l’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO) di Bruxelles esorta l’Ucraina a rispettare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare. L’EBCO condanna la tortura e la morte dell’obiettore di coscienza ucraino Dmytro Koval detenuto in custodia, e chiede “la fine immediata della persecuzione, della detenzione arbitraria e dei maltrattamenti nei confronti degli obiettori di coscienza, la creazione di un quadro giuridico per il servizio civile alternativo anche sotto legge marziale e un’indagine completa su tutte le violazioni dei diritti umani commesse durante la mobilitazione”, si legge in una nota.

Andrii Skliar, foto: Daria Skliar
Iter parlamentare a rilento
Secondo l’organizzazione di Oslo, “Forum 18”, il Consiglio dei Ministri ucraino ha votato a fine giugno per l’adozione di una legge che introduce il servizio civile alternativo in tempo di guerra. Ma nessun progetto di legge di questo tipo è ancora approdato in parlamento. Il Ministero dello Sviluppo economico ha preparato una bozza, ma il Ministero della Difesa, durante una riunione dell’Ufficio Presidenziale a febbraio, ha richiesto che il servizio alternativo venga svolto all’interno dell’esercito. La maggior parte degli obiettori di coscienza, tuttavia, non accetta tale servizio.
Per approfondire e seguire tutti gli aggiornamenti, si rimanda al sito di “Forum 18”, qui.
[Fonti: apd.media e dfg-vk.de. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Immagine di copertina: Keantian, Dreamstime.com]







