Otto per mille. La stabilità avventista in un panorama che cambia
30 Luglio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Otto per mille. La stabilità avventista in un panorama che cambia
30 Luglio 2026

Come interpretare i dati. Ricordiamo che c’è tempo fino al 30 settembre per firmare. 

I numeri raccontano un’Italia che sta cambiando il proprio rapporto con la firma 8xmille al momento della dichiarazione dei redditi. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), nel 2026 sono stati erogati circa 1,6 miliardi di euro, calcolati sulle scelte espresse per l’anno d’imposta 2022: ha firmato il 40,1% dei contribuenti, mentre la quota di chi non si esprime è comunque ripartita in proporzione alle preferenze altrui. Il dato più rilevante è il riequilibrio in corso: la Chiesa cattolica, che nel 2010 raccoglieva l’82% delle scelte, oggi si attesta intorno al 67%, mentre lo Stato è passato dal 13% al 27%, con i dati provvisori sui redditi 2023 che indicano un’ulteriore accelerazione. 

In questo scenario in movimento, l’Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno rappresenta un caso di continuità: 1.864.532 euro ricevuti nel 2026 grazie a 20.012 scelte valide, un dato sostanzialmente stabile da anni.   

Ne abbiamo parlato con Emiliana Vittorini, responsabile della promozione dell’8 per mille della chiesa avventista. 

Negli ultimi anni il numero delle firme è rimasto relativamente stabile. Come interpretate questa dinamica e quali prospettive apre?
Per noi quella stabilità ha un nome preciso: fiducia. Dietro le ventimila firme che si rinnovano ogni anno ci sono persone che ci hanno conosciuto nei territori, attraverso i nostri volontari e i progetti che vedono crescere accanto a casa loro, e che per questo motivo tornano a sceglierci.

Sono in gran parte membri di chiesa e simpatizzanti, quindi diciamo pure che giochiamo in casa, ma è una casa che non si svuota, e in un momento in cui gli equilibri delle scelte si stanno spostando, questa continuità ci tocca da vicino e ci responsabilizza: significa che possiamo prendere impegni con i territori e mantenerli nel tempo, senza vivere alla giornata.

Non ci fermiamo qui, però. Vogliamo che sempre più persone conoscano e apprezzino il nostro operato, al punto da farne la ragione della propria firma: penso a quel 59% di contribuenti che non esprime alcuna scelta, ma anche a chi una scelta la fa già e potrebbe scoprire nel nostro modo di impiegare i fondi un motivo per cambiarla.  

Quali progetti avete finanziato finora con l’Otto per mille e come raccontate ai contribuenti l’uso di queste risorse?
In questi anni abbiamo finanziato progetti molto diversi tra loro: distribuzione alimentare, salute e prevenzione, contrasto alla dispersione scolastica, benessere psicologico, inclusione sociale. Interventi concreti, costruiti sui bisogni reali dei territori.

Con il bando rivolto agli Enti del Terzo Settore questo lavoro si è allargato oltre le nostre strutture: abbiamo incontrato organizzazioni spesso piccole ma radicate, che operano da anni accanto alle persone dei loro quartieri e ne conoscono i bisogni con una precisione che nessuna analisi a distanza può restituire. Sono rapporti che non si esauriscono con il finanziamento e che ci permettono di arrivare dove le nostre sole forze non basterebbero. 

Quanto al racconto, crediamo che la trasparenza sia la prima forma di rispetto verso chi firma: sul sito pubblichiamo i progetti finanziati, i rendiconti e il Bilancio Sociale, mentre sui social lasciamo parlare le storie, i volti e i luoghi. Perché una firma si rinnova quando vedi cosa ha reso possibile. Per informazioni, il sito è ottopermilleavventisti.it

Quali strategie intendete introdurre per accrescere firme e consapevolezza sull’impatto di questa scelta?
Partiamo dalle persone, perché la promozione più credibile la fanno i nostri membri di chiesa quando raccontano con orgoglio cosa rende possibile una firma. A loro diamo strumenti semplici e concreti da condividere, come il quaderno da colorare dedicato ai progetti, nato per parlare dell’8 per mille anche ai bambini e alle famiglie, con un linguaggio che non ha bisogno di spiegazioni.

Accanto a questo lavoro quotidiano ci sono poi appuntamenti che ci portano in mezzo a migliaia di persone, come le maratone di Roma e Milano, a cui partecipiamo ormai da anni. Ogni volta è una festa che cresce: sempre più giovani si iscrivono, ma anche tanti diversamente giovani che non hanno nessuna intenzione di restare a guardare. Anno dopo anno sentiamo aumentare l’interesse intorno a questi eventi, dentro e fuori le nostre comunità.

Correre insieme, con la stessa maglia, racconta della nostra chiesa più di mille brochure: la salute, il movimento e gli stili di vita sani fanno parte di chi siamo da sempre, e i progetti che finanziamo con l’8 per mille nascono proprio da lì.  

Una panoramica
Diamo uno sguardo ai dati provvisori relativi ai redditi 2023, che saranno erogati nel 2027. Dopo Chiesa Cattolica e Stato, la cifra più alta va alla Chiesa Evangelica Valdese, scelta da 497mila contribuenti (2,9% delle scelte) per un importo di 46,4 milioni di euro. Segue l’Unione Buddhista Italiana, indicata da 187mila contribuenti (1,1%) per 17,4 milioni di euro, e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con 91mila preferenze (0,5%) e 8,5 milioni di euro erogati.

Più staccate le altre confessioni: all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane vanno 4,5 milioni di euro (49mila contribuenti, 0,3%), all’Arcidiocesi Ortodossa 3,68 milioni (39mila contribuenti, 0,2%), all’Unione Induista Italiana 2,41 milioni (26mila contribuenti, 0,2%), all’Unione delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno 1,86 milioni (20mila contribuenti, 0,1%) e alle Assemblee di Dio in Italia 1,58 milioni di euro (41mila contribuenti, 0,25%). 

Ascolta qui l’intervista di Roberto Vacca e Claudio Coppini, speaker di Radio RVS, a Emiliana Vittorini, responsabile della promozione dell’8 per mille della chiesa avventista.

Veronica Addazio, caporedattrice web del Messaggero Avventista.

[Foto: Otto per mille avventisti, HopeMedia Italia e jarmoluk, Pixabay.com]

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