Parma. Dalla Giornata del dialogo ebraico-cristiano al Giorno della Memoria
4 Febbraio 2015

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Parma. Dalla Giornata del dialogo ebraico-cristiano al Giorno della Memoria
4 Febbraio 2015

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

N4-Parma_Amicizia ebraico-cristiana_1Istituzioni e comunità religiose ricordano il 70° anniversario della liberazione di Auschwitz. L’intervista del pastore avventista al vicepresidente delle comunità ebraiche di Parma e Soragna

Notizie Avventiste – Mercoledì 14 gennaio 2015, presso la sede dei missionari Saveriani di Parma, si è tenuto l’incontro per la Giornata di dialogo per l’amicizia ebraico-cristiana.
“Il relatore di questa edizione – ha spiegato Daniele La Mantia, pastore della chiesa avventista di Parma – è stato il rabbino capo della comunità ebrN4-Parma_Amicizia ebraico-cristiana_2aica di Firenze, rav. Joseph Levi, che ha presentato una relazione significativa sul tema della nona parola: non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo”.

Dopo il saluto del presidente della comunità ebraica di Parma e Soragna, dott. Giorgio Giavarini, e l’introduzione della pastora Mirella Manocchio, presidente di turno del Consiglio delle chiese cristiane di Parma, organizzatore e promotore dell’evento, ha preso la parola l’ospite.
“Ha analizzato il penultimo comandamento – ha proseguito D. La Mantia – accostando e collegando lo stesso a diversi temi tra i quali il sabato, la testimonianza dei credenti, gli aspetti giuridiciN4-Parma_Amicizia ebraico-cristiana_3 e in particolare la pena capitale, rendendo la serata particolarmente interessante”.

Alla fine della sua relazione ha risposto a diverse domande fatte dai numerosi intervenuti alla serata, anche legate ai drammatici avvenimenti di Parigi. “La chiesa cristiana avventista di Parma ha partecipato all’incontro e ha potuto così vivere un momento di crescita e di formazione, oltre a manifestare simpatia e vicinanza alle comunità ebraiche”, ha concluso il pastore.

N4-Parma_Giornata memoria_il magnifico  rettore Borghi 13Martedì 27 gennaio, anche Parma ha celebrato il Giorno della memoria. Quest’anno ricorre il 70esimo anniversario dalla liberazione di Auschwitz.
“L’evento è stato particolarmente sentito in città – ha spiegato D. La Mantia – tanto che il Consiglio del Comune di Parma si è unito a quello della Provincia in una sede speciale: l’aula magna dell’università di Parma. Oltre al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e a quello della provincia si sono N4-Parma_Giornata memoria_il presidente della provincia Fritelliaggiunti il Prefetto, dott. Giuseppe Forlani, che ha insignito della medaglia d’oro alla memoria sette persone, il rettore Loris Borghi e il docente di storia contemporanea, professor Genovesi, ognuno dei quali ha esposto una relazione in merito al tragico passato”.

L’ospite d’onore è stato certamente Riccardo Joshua Moretti, vicepresidente delle comunità ebraiche di Parma e Soragna, che ha parlato del presente e del futuro di questa ricorrenza. Ne suo intervento si è anche chiesto se gli ebrei sono importanti solo quando sono morti, o se hanno per la società un valore anche da vivi.
N4-Parma_Giornata memoria_il Sindaco Pizzarotti“Queste parole e quelle che sono seguite mi hanno toccato profondamente. Non è utile tanto la celebrazione e l’onore dei caduti di questo genocidio o di qualunque violenza umana, ma è fondamentale impegnarsi perché questi atti non avvengano più”, ha commentato il pastore avventista.

A Conclusione dell’incontro, Daniele La Mantia ha rivolto alcune domande a R. J. Moretti.

Daniele La Mantia: Ci conosciamo da tanto tempo e tutti qui a Parma apprezziamo il tuo ruolo di voce ebraica. In questa occasione desidero che tu possa riassumere il tuo significativo e toccante messaggio in occasione del Giorno della memoria. Dopo 70 anni i testimoni della Shoah scompaiono lentamente e si correil rischio di dimenticare…

N4-Parma_Giornata memoria_ il vice presidente comunità ebraica Parma YeshuahRiccardo Joshua Moretti: È la prima volta dai giorni di Adolf Hitler che le sinagoghe in Francia sono state chiuse di sabato. Tuttavia, è unicamente il tragico e spaventoso attentato al giornale Charlie Hebdo che ha scosso gli europei: i molti e continui attentati ai singoli ebrei e alle comunità ebraiche in tutta Europa in questi anni hanno turbato qualcuno, ma per quasi tutti si è trattato “solo” di ebrei. Allo stesso modo non ci sono stati sgomento e allarme per il fatto che da anni ormai, giustamente, gli ebrei francesi abbandonino la “laica” Francia. Così accade in molti altri paesi europei e il motivo è il medesimo, ovvero il dilagare del terrorismo con il suo carico di odio antisemita. La tentazione di abbandonare gli ebrei e Israele è già esistente nei ricorrenti episodi di boicottaggio europeo, sia a livello economico sia a livello culturale e universitario. E ciò si perpetua nel silenzio imbarazzato o infastidito sui morti ebrei nell’Europa di oggi.

D. L. M: Alla luce di quanto detto come vivi, come senti ed esprimi il tuo pensiero in occasione di questa ricorrenza?
R.
J. M.: La Giornata della Memoria dovrebbe indurre le più alte cariche dello Stato ad andare a celebrarla a Fossoli, a Bolzano, a San Sabba o nel ghetto di Roma, vittima del rastrellamento nazifascista, per far capire che è una realtà possibile, come tale ripetibile, e che si è verificata in Italia, con il plauso, la collaborazione, l’assenso e i silenzi di moltissimi. Attualmente, sembra riguardare un qualcosa lontano nel tempo, accN4-Parma_Giornata memoria_ il vice presidente comunità ebraica Parma Yeshuah2aduto soltanto in Germania o in Polonia. Essa così risulta azzoppata, fraintesa e priva di potenzialità dinamiche per comprendere il presente e incidervi positivamente. È la mancanza di volontà morale e il diniego europeo sulle questioni presenti e sull’incapacità di affrontare politicamente e culturalmente la propria storia, consegnando così a razzisti e xenofobi le risoluzioni del problema, gettano ombre lunghe che rievocano i fantasmi del nazismo e, per gli ebrei, della persecuzione. L’incapacità di comprendere cosa realmente sta succedendo e che cosa questa Giornata dovrebbe significare, in definitiva, si risolve nel fatto che a una certa politica e a una certa cultura europea miope gli ebrei piacciono solo in quanto ebrei morti da piangere e ricordare e non come soggetti vivi con i auali dialogare e confrontarsi.

D. L. M.: Chi allora è in grado di dar voce in maniera significativa a questo grido sommesso?
R.
J. M.: È stato necessario un attore comico, indubbiamente bravo, per far di nuovo parlare, interessando, di Bibbia e del Decalogo. Che débacle che sia stato necessario Benigni dopo duemila anni di cristianesimo e quattromila anni di ebraismo! Evidentemente qualcosa non va; tuttavia pare che si possa ancora dormire sonni tranquilli.

D. L. M: Quale messaggio, esortazione vuoi dare, in conclusione?
R.
J. M.: Visti i tempi calamitosi in cui ci troviamo a vivere, invito tutte le persone coscienti e responsabili, sia ebree sia cristiane sia musulmane, come pure di altre religioni, a raccogliersi in preghiera invocando dall’alto l’impulso in ciascuno di noi ad agire ai fini del rispetto del prossimo e della pace, concetto e realtà quest’ultima troppo spesso ideologicamente abusata, estremamente difficile, ma, proprio per questo, da perseguirsi con perseveranza, lucidità e caparbia determinazione. A tutti, Shalom!

 

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