Michele Abiusi – Avete delle paure? Siete a volte ansiosi? In questo caso il tema che trattiamo è proprio per voi. Durante la sua più famosa predicazione, conosciuta come il sermone sul monte, Gesù parlò delle preoccupazioni esistenti già duemila anni fa e che non sono poi così diverse dalle nostre, oggi.

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; eppure, io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Ora se Dio veste in questa maniera l'erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? Non siate dunque in ansia, dicendo: ‘Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?’. Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:25-34).

Gesù parla dell’ansia del mangiare, del bere, del vestire, l’ansia del domani cioè del futuro. In una parola l’ansia per la vita. Possiamo aggiungere altre ansie a questa lista? Quella per i figli e per i genitori; l’ansia per la salute e per il lavoro; quella per gli esami o per il matrimonio che si avvicina? 

Quante preoccupazioni ci accompagnano ogni giorno e ci tolgono spesso la serenità e la pace. E più siamo ansiosi più facciamo soffrire chi ci è vicino trasmettendo insicurezza e paura… La paura non è di per sé un sentimento negativo anzi è essenziale all’esistenza.  Senza la paura saremmo continuamente in pericolo. Il bambino, per paura, attraversa la strada con attenzione e quando siamo malati, per paura della morte, andiamo dal medico e seguiamo le sue prescrizioni. 

Valerio Albisetti, autore internazionale, ha scritto che la paura è un insieme di meccanismi di difesa per sopravvivere. Però quando le nostre reazioni si scatenano senza la presenza di un reale pericolo o di una vera minaccia; quando siamo in uno stato di continuo preallarme o di iper-vigilanza che non ci permette di vivere una vita normale, sana, gioiosa, allora bisogna parlare di ansia patologica.

Con il tempo, questo stato ansioso rischia di diventare un modo di vivere, il mio stile di vita. Tutto mi crea ansia e sembra che senza di essa non potrei vivere. Sono entrato in un circolo vizioso che io stesso mantengo. Perdo la spontaneità e l’autenticità, vivo nel sospetto verso le persone e gli avvenimenti, sono sulla difensiva e ho sempre meno fiducia negli altri e in me stesso, mi chiudo e le persone mi schivano perché trasmetto insicurezza e ansia… Quando si arriva a questi livelli sarebbe bene consultare uno specialista perché non è facile uscirne da soli.

Ma ascoltiamo i consigli di Gesù che vuole comunque aiutarci. Il suo primo consiglio è di osservare gli uccelli del cielo che mangiano, malgrado non seminino, non mietano e non raccolgano in granai. Poi ci invita a guardare l’erba e i gigli nei campi che non filano ma sono vestiti meglio di un re. Sembrano parole senza senso ma che racchiudono tanta saggezza: Gesù ci invita a prendere tempo per guardarci intorno e a non restare concentrati su noi stessi.

Ci incoraggia a guardare la natura, ad ascoltare gli uccelli ad ammirare la bellezza dei fiori perché tutto questo ci dice che Dio esiste. Più osserviamo la natura, più ci rendiamo conto dell’amore del Signore e di come lui si prenda cura di ogni cosa e di ogni creatura. Allora capirò che anch’io sono parte di questa creazione. Anzi realizzerò di essere figlio di quel Dio-Padre, di valere più degli uccelli e dei fiori e che il Signore conosce i miei bisogni e si occupa di me.

Il secondo consiglio di Gesù è di cercare prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia e le altre cose seguiranno. Nel cercare Dio, nel leggere la sua Parola e nel vivere secondo i principi del suo regno, troveremo la sicurezza del perdono e la pace della sua grazia. Avremo così le forze psichiche per ottenere anche altre vittorie.

Il terzo consiglio del Maestro è di preoccuparci solo del giorno in cui viviamo e lasciare il domani per un altro momento. In altre parole, Gesù ci dice che dobbiamo affrontare e risolvere un problema alla volta. Voler controllare tutto e tutti; sperare di avere una soluzione per ogni difficoltà è credere di essere onnipotenti ed è votarsi alla sconfitta, alla delusione e all’ansia patologica.

In un'altra occasione il Cristo disse delle parole meravigliose che contengono il segreto della pace e della felicità: “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:29,30). Gesù invita gli oppressi, gli stanchi, gli stressati, gli ansiosi. Ci chiede di fare uno scambio: scaricare su di lui le nostre ansie e il miracolo si realizzerà. Gesù ci invita ad imparare ad andare a lui, a fidarci di lui, a credere in lui.

Possiamo parlargli direttamente come a un padre, a una madre o a un amico. Confidiamo a lui le nostre preoccupazioni, i nostri progetti, le nostre ansie perché possiamo dargli fiducia.

La nostra vita cambierà.

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