Nei giorni 27 e 28 novembre 2009 si terranno in tutto il mondo delle manifestazioni contro le pellicce, organizzate dalle associazioni facenti parte dell’International Anti-Fur Coalition (Coalizione internazionale contro le pellicce) di cui anche l’OIPA fa parte http: //www.antifurcoalition.org/worldwide – fur – free – friday.html Per l’occasione l’OIPA organizzerà un sit-in sabato 28 novembre dalle 10.30 alle 12.30 in Corso Vittorio Emanuele (angolo Largo Corsia dei Servi) a Milano. Alcuni volontari dell’OIPA si travestiranno con costumi e maschere inscenando lo scuoiamento a cui sono sottoposti i milioni di animali che ogni anno vengono crudelmente uccisi in nome della vanità. Gabbie troppo piccole, freddo, condizioni igienico-sanitarie inesistenti, stress da detenzione, paura, violenza, sofferenza: sono questi i principali elementi che caratterizzano la vita di milioni di animali, come volpi, ermellini, visoni, cincillà, conigli e tanti altri, allevati e fatti riprodurre con il solo scopo di ricavarne pellicce. Vittime sacrificali che hanno la sola colpa di avere un pelo folto, lucente e purtroppo ricercato dall’industria della moda. Perché sono proprio gli stilisti il principale motore di questo continuo e assurdo massacro, documentato anche da filmati raccapriccianti sul sito http://www.oipaitalia.com/pellicce.html Persino cani e gatti non vengono risparmiati per fare delle loro pellicce polsini, colletti o decorazioni varie. Mario Calvagno, redattore di RVS, ha intervistato Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia (Organizzazione internazionale protezione animali).

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