Nicholas Miller ha presentato un documento su "Covid-19 e libertà religiosa" a un incontro svoltosi a Matera in concomitanza con il summit .

HopeMedia Italia – Nicholas Miller, professore di storia della chiesa alla Andrews University e direttore dell'International Religious Liberty Institute (Istituto internazionale per la libertà religiosa), ha presentato un documento sul tema "Covid-19 e libertà religiosa" in un gruppo di lavoro sulla libertà di religione riunitosi in concomitanza con gli incontri del G-20 a Matera, dal 28 al 30 giugno. Una versione aggiornata del documento sarà presentata al Forum interreligioso del G-20 che si terrà a Bologna nel mese di settembre. 
"Sto lavorando con il Forum interreligioso” ha spiegato Miller "che cerca di portare i valori religiosi e l'apprezzamento per la libertà di credo nel dibattito del G-20".

Agli incontri di Matera, rivela Isabella Koh su Adventist Review, Miller ha collaborato con alcuni studiosi di questioni religiose e giuridiche al fine di elaborare proposte per un maggiore coinvolgimento religioso nel G-20, nonché per una maggiore tutela della fede religiosa.

Base del documento è un progetto di ricerca guidato da Miller e Alexis Artaud de La Ferrière, docente di sociologia presso l'Università di Portsmouth in Inghilterra, che vuole trovare un giusto equilibrio tra libertà religiosa e salute pubblica attraverso un dialogo costruttivo. 
"L'anno della pandemia ha evidenziato l'importanza dell'input religioso nelle decisioni economiche e sociali, poiché le pratiche religiose sono state spesso le prime ad essere limitate e le ultime ad essere ripristinate in molte località" ha affermato Miller “Crediamo anche che le persone e gli enti religiosi possano contribuire molto al discorso sociale e morale dei nostri giorni”.

Obiettivo del progetto, si legge sul sito della Andrews University, è monitorare l'impatto che le linee guida e le restrizioni, emanate per proteggere la salute pubblica, hanno avuto sui servizi di culto e sulle pratiche di fede di gruppi e individui religiosi. Per ora la ricerca riguarda Stati Uniti e Paesi dell’Unione Europea, ma potrebbe essere ampliata per includere altre nazioni.

In questo impegno di portata internazionale, le persone coinvolte nel progetto hanno collaborato su diversi fronti, tra cui una conferenza virtuale tenuta a dicembre 2020 e promossa dalla Andrews University, dalla Brigham Young University Law School e dall'Università di Portsmouth. L'evento ha invitato studiosi provenienti da tutti gli Stati Uniti e dal Canada a interagire con quelli europei per comprendere le somiglianze e le differenze tra chiusure pandemiche e libertà di religione nei vari Paesi. 
"Questo tipo di confronto può aiutarci a capire come tutelare meglio la libertà religiosa durante le emergenze di salute pubblica" ha dichiarato Miller.

A marzo 2021, dopo il convegno di dicembre, l'International Religious Liberty Institute della Andrews University, insieme a Miller e Ferrière, è stato invitato a far parte di un gruppo di lavoro del Forum interreligioso che collabora con i leader del G-20. In questo modo, ha notato Miller, la Andrews University ha "un posto al tavolo di discussione sulle questioni relative alla libertà religiosa non solo a livello nazionale, ma anche internazionale".

I documenti definitivi verranno poi pubblicati nell’edizione speciale della rivista dell’Irla (International Religious Liberty Association). Si prevede anche la pubblicazione di un libro contenente i materiali aggiuntivi.

Il G-20 è un forum internazionale che riunisce la gran parte delle nazioni più industrializzate per discutere le principali questioni economiche mondiali ma anche problematiche di carattere diverso come, ad esempio, diritti umani e ambiente. I Paesi che ne fanno parte rappresentano oltre l’80% del Pil mondiale e il 60% della popolazione del pianeta.

La Andrews University fa parte del sistema educativo della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

[Foto: Andrews University News. Fonte: Adventist Review]

 

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