Leader religiosi e Unione avventista britannica scrivono al Primo Ministro. Il culto è un servizio essenziale.  

HopeMedia Italia – Nel suo discorso del 31 ottobre alla nazione, il premier Boris Johnson ha annunciato nuove misure drastiche per contrastare il dilagare del virus Sars-CoV-2 nel Paese, con un nuovo lockdown iniziato il 5 novembre. Le numerose restrizioni hanno avuto una ricaduta anche sui servizi di culto.

“Secondo le nuove regole, tutte le funzioni religiose in presenza devono essere interrotte ancora una volta” rileva Richard Daly, responsabile delle Comunicazioni presso l’Unione avventista britannica. 
“Tuttavia” aggiunge “la preghiera privata può continuare. Il sito web del governo afferma che tutti i luoghi di culto, comprese chiese, moschee e sinagoghe, devono chiudere per la durata del lockdown, a meno che non vengano usati per motivi specifici come i funerali”.

I luoghi di culto possono anche rimanere aperti se vengono utilizzati per servizi formali di assistenza all’infanzia, se fanno parte di una scuola, di servizi volontari e pubblici essenziali, come la donazione del sangue o i banchi alimentari, e altre attività esentate come i gruppi di sostegno.

Protesta dei leader religiosi… 
I capi religiosi hanno contestato la decisione del governo di vietare il culto comunitario in presenza durante il secondo blocco del Paese, e ricordato al Primo Ministro che non ci sono basi scientifiche che giustifichino tale decisione. Le loro osservazioni rispecchiano un cambiamento di tono rispetto al lockdown della scorsa primavera. 

“Siamo in forte disaccordo con la decisione di sospendere il culto pubblico durante questo periodo” affermano i leader in una lettera congiunta “la continuazione del culto pubblico è essenziale”. Nel messaggio sostengono che i dirigenti religiosi rappresentati nella Places of Worship Taskforce del governo hanno dimostrato che i luoghi di culto sono al sicuro dalla trasmissione del coronavirus. “Considerato il lavoro significativo che abbiamo già svolto, riteniamo che non ci sia, ora, alcuna giustificazione scientifica per la sospensione del culto pubblico" ribadiscono.

… e della Chiesa avventista
Anche il presidente dell’Unione avventista britannica, Ian Sweeney, ha scritto a Boris Johnson. 
“A nome della Chiesa avventista nelle isole britanniche” esordisce “scrivo per farle sapere che lei e il governo siete nelle preghiere dei nostri 40.000 membri, mentre guidate il Regno Unito in questa crisi pandemica”. Quindi prosegue: “Vorremmo che riconsideraste la decisione di tenere le chiese chiuse nelle prossime quattro settimane. Riteniamo che la decisione di consentire l'apertura delle chiese in questo periodo avrebbe vantaggi significativi per la popolazione”.

Dopo aver spiegato che la comunità di fede rispetta la legge e segue quanto delineato dal governo, la lettera sottolinea: “La chiesa, in quanto luogo di culto, è un'ancora di salvezza vitale per molti che lottano contro la solitudine, l'isolamento e altri effetti negativi del confinamento”. 

Inoltre, abbiamo “messo in atto misure che garantiscono ai fedeli l’entrata e l’uscita dalle chiese in modo sicuro e protetto, con il minimo rischio di trasmissione del virus” continua il documento di Sweeney “Se i negozi di prodotti essenziali rimangono aperti, riteniamo che debbano essere aperti anche le chiese e gli altri luoghi di culto in quanto anch'essi sono essenziali per milioni di persone nel Regno Unito. A tal fine, le chiediamo gentilmente e rispettosamente di riconoscere la natura essenziale del culto cristiano, e quindi di emendare la legislazione proposta per consentire alle chiese di continuare a riunirsi durante il lockdown”.

In attesa di una risposta, l’Unione avventista incoraggia i membri di chiesa a rimanere in contatto online e tramite servizi religiosi in streaming in questo secondo periodo di confinamento.

 

[Fonte: Chiesa avventista Regno Unito]

 

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