Sabato 13 settembre, la chiesa avventista di Roma Lungotevere, gremita e festante, ha vissuto un doppio momento di grande importanza: la consacrazione di due nuovi anziani e un battesimo.
Caleb Tshiasuma Kadiata e Andreas Christian Mazza sono stati chiamati ad aiutare il pastore e a servire la comunità in veste di anziani. Entrambi si sono contraddistinti per il loro servizio nella chiesa, Caleb come mediatore linguistico verso gli ospiti a Lungotevere e Andreas per la sua lunga esperienza nell’opera. Il pastore, Luca Faedda, accompagnato dagli altri anziani in carica, Ljuba Fester, Angelo Orsucci, Samuele Vella ed Elvis Daniel Natu, ha consacrato e benedetto Caleb e Andreas di fronte alla comunità raccolta in preghiera. Al termine della toccante cerimonia, sono stati omaggiati dal giubilare canto “Jerusalem”, eseguito in maniera emozionante da Irida Dragoti, cantante lirica professionista e moglie di Andreas Mazza.
Dopo questo momento importante per la vita della comunità, ce n’è stato un altro, fondamentale per la vita del protagonista: il battesimo di Nikola Kuleško.
Il neo-membro di chiesa ha fortemente voluto essere immerso nel fonte battesimale. Si è impegnato nello studio della Parola e partecipato attivamente alla vita della comunità e alla Scuola del Sabato (condivisione in gruppi di un tema biblico studiato durante la settimana, ndr) con considerazioni e domande che testimoniavano della sua sincera ricerca del Signore.
Il past. Faedda ha scelto come versetto chiave del suo sermone il testo di Romani 6:4, in cui l’apostolo Paolo paragona il battesimo alla morte e alla risurrezione di Cristo. Prendendo esempio dalla natura, dal seme che germoglia sottoterra, o dalla crisalide del baco da seta che si avvolge nel suo bozzolo per poi uscirne come farfalla, il concetto espresso era che il battesimo è una morte simbolica, segna una trasformazione, una crescita per perdita di qualcosa.
Riferendosi all’esperienza di Nicodemo raccontata in Giovanni 3, il past. Faedda ha parlato della nuova nascita e ha invitato Nikola a chiedere al Signore di lasciare nell’acqua battesimale le cose che non lo fanno sbocciare; ha ricordato al catecumeno, e a tutta la comunità, il significato dell’amicizia e dell’unione con Gesù, citando i testi di Apocalisse 3:20 (“Io sto alla porta e busso”) e Giovanni 15:4 (“Dimorate in me e io dimorerò in voi”).
In conclusione, il pastore ha ricordato il testo di Matteo 28, un’esortazione ad andare nel mondo a raccontare che si può rinascere e volare con Dio.
Al termine della cerimonia, la chiesa all’unanimità ha votato l’ammissione di Nikola Kuleško nella comunità.
Graziano Capponago del Monte
[Foto cosacrazione: Graziano Capponago del Monte. Foto battesimo: Ester Fiorito]










