“Una porta aperta verso il cielo” – Altezza, dimensione della vita umana (4)

“Una porta aperta verso il cielo” – Altezza, dimensione della vita umana (4)


Parliamo ancora della dimensione spirituale dell’altezza come metafora e del rapporto dell’essere umano rispetto al creato.

Si fanno progetti grandi per quantità, ma piccoli per qualità, progetti che si muovono sul piano orizzontale del tempo piuttosto che sul piano verticale dell’eternità. Quanto è importante non essere limitati dalle catene del tempo e dai ceppi dello spazio? Consacrando la propria vita al Signore, saremo partecipi di meraviglioso atto di fede che porta verso la vera conoscenza.

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano Franco Evangelisti di Guerrino, pastore delle chiese avventiste di Cremona, Mantova, Parma.

“Una porta aperta verso il cielo” – Altezza, dimensione della vita umana (3)

“Una porta aperta verso il cielo” – Altezza, dimensione della vita umana (3)


Altezza, questa la dimensione che offre la spinta verso l’alto, verso qualcosa di certamente più grande dell’umanità. Ci permette di sollevarci al di sopra della terra e di entrare in contatto intimo con Dio che è la sorgente e il fondamento di ogni realtà.

A dispetto delle nostre negazioni teoretiche, noi abbiamo esperienze spirituali che non possono essere spiegate in termini materialistici. A dispetto della nostra disordinata adorazione delle cose materiali, continuamente qualcosa ci ricorda la realtà dell’invisibile. Quando aggiungiamo la dimensione dell’altezza alla lunghezza e alla larghezza, abbiamo la vita completa.

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano Franco Evangelisti di Guerrino, pastore delle chiese avventiste di Cremona, Mantova, Parma.

“Una porta aperta verso il cielo” – Le dimensioni della vita umana (1)

“Una porta aperta verso il cielo” – Le dimensioni della vita umana (1)


Giovanni, prigioniero in un’oscura isola solitaria chiamata Patmos, era privo di quasi tutte le libertà, eccetto la libertà di pensare. Pensò all’antico ordine politico, alla sua tragica incompletezza, alle sue terribili ingiustizie. E anche all’antica Gerusalemme, alla sua devozione superficiale, al suo negligente ritualismo. Ma, in mezzo all’angosciosa visione del passato, Giovanni ebbe anche la visione gloriosa di qualcosa di nuovo e di grande.

Vide una nuova e santa Gerusalemme discendere dal cielo, da Dio. L’aspetto più nobile di questa nuova città celeste era il suo equilibrio, la sua perfezione, raggiante come un’alba che mettesse fine alla lunga notte della stagnante imperfezione. Scrisse: “La sua lunghezza, la larghezza e l’altezza erano uguali” (Ap. 21,16).

La città futura può rappresentare la metafora della vita perfetta dell’essere umano, una vita in Dio; una vita completa nelle tre dimensioni ma da riequilibrare. Analizziamo la lunghezza della vita umana. Che cosa riveste maggiore importanza in questa dimensione?

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano Franco Evangelisti di Guerrino, pastore delle chiese avventiste di Cremona, Mantova, Parma.

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