Un grande spavento per i membri di chiesa, ma stanno tutti bene.
La forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito l’area dei Campi Flegrei nella serata del 31 luglio è stata avvertita distintamente anche a Napoli e in gran parte della provincia, provocando momenti di paura tra la popolazione, e causando danni e 26 feriti soprattutto nell’area di Pozzuoli. Al momento sono circa 300 le persone che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni.
Nonostante il forte spavento, dalle verifiche effettuate nelle comunità avventiste del territorio arrivano notizie rassicuranti: i membri delle chiese di Napoli, Napoli ucraina e Pompei stanno bene e non si registrano danni a persone o strutture.
Il pastore Samuele Barletta, responsabile delle tre comunità, si trovava fuori città per un incontro dedicato ai Ministeri Personali. “Non ci sono giunte notizie di problemi particolari per i nostri membri se non il grande spavento. Le scosse precedenti di 4.2 le avevo sentite e furono davvero spaventose, per cui immagino che quella di 4.7 lo sia stata di più” commenta il pastore. “Purtroppo è una situazione con cui chi risiede soprattutto ai Campi Flegrei deve convivere perché la Caldera è il vulcano più grande e pericoloso di Napoli, molto più del Vesuvio, e in molti ci vivono proprio sopra”.
Resta alta l’attenzione nell’area flegrea, dove prosegue il monitoraggio da parte delle autorità competenti dopo il sisma e le successive scosse di assestamento ancora in atto.
A cura della redazione.
[Immagine e fonte: Protezione civile]







