La sentenza rafforza il rispetto della libertà religiosa di chi lavora nel sistema scolastico statale.
Una sentenza del tribunale della città di Patrocínio, nello stato brasiliano di Minas Gerais, ha confermato il diritto alla libertà religiosa di una docente della scuola pubblica, membro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno.
La prof.ssa Wemylle Alves, che insegna in due istituti statali, aveva subito delle trattenute sullo stipendio per non aver partecipato alle attività svolte di sabato, giorno considerato sacro dagli avventisti, secondo i dieci comandamenti contenuti nella Bibbia. Nonostante Alves avesse chiesto la possibilità di recuperare le lezioni in altri giorni della settimana, l’amministrazione scolastica aveva respinto la sua richiesta, con conseguente decurtazione finanziaria.
Di fronte a questa situazione, la professoressa si è rivolta all’ufficio legale della Chiesa per ricevere assistenza. La denominazione ha quindi intentato una causa gratuita.
“Siamo sempre disposti a guidare e aiutare i nostri membri a gestire situazioni come questa. Abbiamo il sistema giudiziario dalla nostra parte e ci impegneremo sempre a farlo per difendere il diritto alla libertà religiosa quando necessario” spiega Daniel Aragão, avvocato della Chiesa avventista nel Minas Gerais centrale.
Il giudice competente si è espresso a favore della docente e ha riconosciuto che la condotta dello stato violava la libertà di credo garantita dalla Costituzione Federale (art. 5, comma VIII) ed era in contrasto con la giurisprudenza della Corte Suprema Federale, stabilita nel Tema n. 1021, ARE 1.099.099, di rilevanza generale.
Nella sentenza, il magistrato ha sottolineato che “all’insegnante non è stata nemmeno offerta alcuna prestazione alternativa, il che aggravava la violazione dei suoi diritti”. Ha quindi disposto che il Dipartimento dell’Istruzione presenti, entro 10 giorni, un calendario di attività scolastiche complementari o integrative, garantendo all’insegnante l’esercizio della sua professione senza alcun danno economico..
Difendere la libertà
Per Alves, i sentimenti contrastanti sono inevitabili: “All’inizio è stato difficile. Mi sono sentita trattata ingiustamente e a volte persino scoraggiata, perché cercavo semplicemente di conciliare il lavoro con la mia fede. Ma oggi provo un enorme sollievo e un’immensa gratitudine per il rispetto di questo diritto. La decisione del tribunale è per me una conferma che Dio si prende cura di coloro che rimangono saldi nella loro fede”.
La vittoria in tribunale non solo ristabilisce i diritti individuali della professoressa, ma rappresenta anche una pietra miliare significativa nella difesa della libertà religiosa e nel riconoscimento della diversità di credo nel Minas Gerais.
Jackeline Farah
[Fonte: noticias.adventistas.org/pt/. Traduzione: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Foto: arquivo pessoal]









