Votazione 8 luglio 2015 - GC2015
Votazione 8 luglio 2015 – GC2015 – Foto © Josafat Zemleduch

Con il voto n. 250 il Comitato Esecutivo dell’UICCA, riunito in sessione il 16 settembre scorso, ha votato all’unanimità il seguente testo:
«CONSIDERATO che la questione della consacrazione delle donne fu già posta all’ordine del giorno della Conferenza Generale (CG) del 1950;
CONSIDERATO che da allora molte commissioni teologiche si sono succedute nello studio delle indicazioni bibliche in merito a questo soggetto;
CONSIDERATO che la questione fu riproposta nella CG del 1990 a Indianapolis;
CONSIDERATO che il dibattito in proposito è proseguito nei 5 anni successivi e l’argomento fu nuovamente posto all’OdG della successiva CG di Utrecht nel 1995, in seno alla quale fu già opportunamente evidenziato il carattere non biblico di qualsiasi impedimento all’ordinazione;
CONSIDERATO l’esito della sessione 2015 della CG di San Antonio, durante la quale, sulla base del quesito formulato dal Comitato Esecutivo Plenario della CG, riunito in sessione il 13 ottobre 2014: “Siete favorevoli a delegare alle singole Divisioni la facoltà di decidere se procedere o meno alla consacrazione delle donne al ministero pastorale, sì o no?”, la maggioranza dei delegati ha risposto “No”, nonostante il parere tecnico espresso dalla Commissione internazionale incaricata (TOSC), che si esprimeva in modo non ostativo sul piano biblico-teologico all’ordinazione della donna;
VISTO il parere unanime dei pastori, espresso in occasione del Convegno pastorale UICCA svoltosi dal 1° al 5 settembre 2013;
VISTO il voto n. 633 del proprio esecutivo preso nella XXIV Seduta del 24-25 settembre 2013;
VISTO il voto n. 45 preso nella LX sessione della propria Assemblea nazionale il 25 febbraio 2014;
L’UICCA si sente in dovere di lanciare un segnale rispettoso, ma forte, di dissenso e di protesta per il suddetto voto dell’Assemblea generale della CG che in nome dell’unità della Chiesa, lede un principio elementare di libertà, prevaricando le sensibilità religiose e culturali dei diversi territori.
In nome della difesa della dignità delle donne pastore che operano nel nostro territorio, non possiamo accettare che il loro ministero continui a svolgersi in forma non pienamente riconosciuta e, di conseguenza, discriminata.
L’UICCA si riserva di valutare le azioni opportune per manifestare tale dissenso in modo tangibile anche con azioni amministrative».

 

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