Quale tipo di relazione educativa ideale dovrebbe avere la mamma con il proprio figlio o la propria figlia? In che modo questo rapporto deve essere impostato, da parte della madre, sulla base dell’età o del sesso dei figli? Quanto conta nel campo educativo la cultura etnica in cui si è nati? Il cervello, che è una base umana comune, può portare a risultati educativi abbastanza simili, a prescindere da tutto? E’ possibile cancellare o recuperare le situazioni negative vissute nel rapporto con la propria madre? Dio nella Bibbia, quando parla del proprio rapporto con l’umanità, inserisce se stesso in una metafora della madre, o forse potremmo dire della mamma. In che modo? Possiamo tracciare delle linee generali? Come si manifestava nella cultura ebraica biblica il rapporto educativo fra madre e figli? Anche nella Sacra Scrittura vengono descritti rapporti malintesi fra madri e figli o fra genitori e figli e viceversa. Cosa possiamo dire a riguardo? Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS, intervistano il dott. Ciro Aurigemma, psicologo, e Mariarosa Cavalieri. Ha studiato teologia in Francia; attualmente svolge un lavoro pastorale all’interno del Dipartimento Giovani della Chiesa Cristiana Avventista, in particolare nel settore dei bambini.

Condividi

Articoli recenti