Campo estivo 2025 dei giovani avventisti in Salento
8 Settembre 2025

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Campo estivo 2025 dei giovani avventisti in Salento
8 Settembre 2025

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Si è svolto a Melendugno (Lecce), dal 17 al 24 agosto.

Anche in questa rovente estate salentina appena trascorsa, siamo riusciti ancora una volta a lasciare un segno indelebile tra gli annali degli appuntamenti GA. Alloggiamo presso una capiente e suggestiva casa per ferie, “Oasi di Roca”, proprio davanti alla rinomata “Grotta della poesia”, a Roca di Melendugno. L’ingresso si apre esternamente al verde di uno splendido parco naturale, con un’estensione di circa dieci ettari di pineta; e poi, più in fondo, al blu cobalto del Mare Adriatico. Siamo oltre 90 iscritti tra campisti e staff. Proveniamo non solo da molte regioni italiane, Puglia compresa. Tanti di noi sono originari di diverse nazioni sparse nel mondo.

Il tema: Jesus is the center
Il collante principale che ci unisce è il tema “Jesus is the center”, uno slogan carico di significato rispetto alle priorità che applichiamo alla nostra scala valoriale. Una classifica in cui svettano impegni lavorativi, passioni, relazioni con il prossimo e, ahimè, dipendenze. Da qui si genera una seria riflessione su chi realmente sia il regista principale del nostro vivere e operare, al di là di quei genitori amorevoli che si prendono cura di noi da quando gattoniamo per la prima volta. Punti di riferimento che, per il ciclo naturale delle cose, sfumano nel corso della nostra maturazione personale. Con Gesù è diverso. Mutuando un termine sempre dal mondo del cinema, lui non è un figurante che casualmente calpesta l’area del nostro palcoscenico esistenziale. Non è il destinatario della lode soltanto quando ci troviamo tra le panche di una chiesa, il sabato mattina. Dio ci accompagna dappertutto, anche nei luoghi della socialità, negli anfratti più nascosti delle nostre fisime. Posti fisici o mentali in cui la sua mano può raggiungerci agevolmente.

 

Ci guida lungo il percorso, l’ospite spirituale di questo evento, Eugen Havresciuc, direttore del Campo Nord (supervisiona le chiese avventiste delle regioni settentrionali, ndr) e pastore delle comunità avventiste di Sesto San Giovanni e Milano romena. Attraverso il suo incisivo eloquio, “Jesus is the center” diviene man mano un concetto che entra nei cuori di tutti noi e che si staglia non solo tra le tonalità balneari del logo ufficiale del campeggio. Il programma, gli incontri collettivi nello spazio riunione, dove le voci di questi ragazzi intonano “Who am I”, “Non ci lasceremo mai”, “Io t’amo ineffabile” e l’incantevole inno tema, “Come luna” (composto da Federico Alma e Amos Lo Iacono), sono tutti elementi funzionali all’argomento, utili frecce rivolte a un unico bersaglio: appartenere a lui totalmente.

Il past. Havresciuc introduce l’immagine evocativa delle cisterne screpolate, citate nel libro biblico di Geremia 2:13, e plana sulla nostra piccola storia privata, fatta di contenitori che spesso racchiudono “tutto e niente”, profili social che non ci descrivono fedelmente, sogni e obiettivi professionali per i quali il Signore non viene coinvolto né interpellato, relazioni vuote, che acquisiscono verità e si ricollocano al giusto posto solo se mettiamo Gesù al centro. Lui ci insegna ad amare senza idolatrie né dipendenze emotive. Senza il rischio di negoziare i nostri punti fermi pur di essere accettati. Solo con lui possiamo vivere amicizie non necessariamente perfette, ma limpide. Non tossiche, ma libere. Se si dipende da un partner non si può volere bene davvero. Se, invece, si coglie la corretta idea di Amore, crollano inevitabilmente falsi miti come “tutti lo fanno” e “se mi ama, cambierà per me”.

Le attività
Domenica 17, si inaugura l’iniziativa “Appendiamo le identità”, in cui ogni giovane ha abbozzato una propria “carta d’identità spirituale” su un post-it colorato, scrivendo pregi, difetti e aspirazioni, fino a creare un ampio mosaico. Pensieri di ogni nuance vengono appiccicati su quattro pannelli, affissi alle pareti del salone. Le riflessioni spirituali del mattino, alle ore 8.00, sono dei brevi “ritagli” gestiti dai ragazzi, in cui è bello raccogliersi intorno all’oratore di turno, prima della colazione, e scoprire alcune angolazioni interessanti della Parola.

Si va da un Gesù che sussurra tra i decibel alti delle nostre distrazioni, proprio come nei Vangeli, quando calmò con il suo timbro flautato i discepoli impauriti, sulla barca sbattuta dal vento; a un Padre che ci chiede di accogliere e di non giudicare, poiché lui stesso è il perno anche della vita altrui.

In questa edizione, i tradizionali “family group” sono stati dieci, ognuno contraddistinto da un colore diverso di braccialetto e supportato da un componente dello staff, sia nelle mansioni ordinarie sia nell’elaborazione degli spunti di riflessione proposti da Eugen. L’iscrizione libera ai tre workshop ha permesso a ogni corsista di poter ampliare i propri orizzonti attraverso discussioni (brainstorming) mirate.

Nicole Salazar, pedagogista e dottoressa in tecniche psicologiche, si è occupata di analizzare quelle ferite interiori che influenzano il nostro carattere, come riconoscerle e trasformarle in consapevolezza e crescita; George Caputi, pastore delle chiese avventiste del distretto di Bergamo, ha invitato il suo uditorio a coltivare relazioni equilibrate; Gabriele Nardoni, musicista, diplomato in saxofono, ha preparato egregiamente i suoi “allievi” nel canto corale “Goodness of God”.

Tra le iniziative esterne, spicca il questionario sulla spiritualità posto dai nostri volontari ai passanti, nel centro barocco di Lecce, il mercoledì pomeriggio. Sono stati garbati ed empatici nel loro approccio con le persone. Dai risultati dei report sono emersi un forte bisogno di spiritualità e una minore necessità di essere inglobati nel contesto-chiesa, percepito ancora come inefficace rispetto alle istanze salienti della società attuale.

La serata spirituale
Venerdì sera è la volta della santa Cena, pianificata in ogni minuscolo dettaglio, sotto le fronde complici della vasta pineta adiacente alla struttura. Tra gli alberi troviamo l’angolo della preghiera, un comodo gazebo allestito allo scopo di dare riparo spirituale a chiunque volesse pregare da solo o in compagnia, durante la settimana. Il direttore nazionale dei Ministeri Avventisti della Gioventù, il past. Josè Nunez, ci fornisce gli strumenti per comprendere l’itinerario a cinque tappe effettuato dai ragazzi durante la celebrazione.

L’obiettivo del viaggio è tornare a casa con Gesù e non da soli. Cibarsi del pane e del vino, lasciando cadere i pesi che ci sovrastano. Rifugiarsi nell’unica dimora che attesta che siamo figli di Dio: la Bibbia. L’iniziale insegna luminosa ritrae la scritta “It’s a love story” e sembra orientare i nostri ragazzi lungo un’escursione a più fermate, fatta di un primo step negativo chiamato della “confusione” che gradatamente cede il passo a successive oasi di riconciliazione e di fiducia. A fare da colonna sonora a questo momento intimo, sono canti come “Turn to the light”, “Parlar con Dio”, “Vita tu mi dai”. Infine, Sara, Sarah, Silvia, Alessandro, Nicola, Noemi, Paolo e Pier Paolo chiudono la serata decidendo di alzarsi dalle loro stuoie per rispondere all’invito di Jos: testimoniare pubblicamente il loro “sì” al battesimo.

Lo svago
Salutiamo idealmente le località raggiunte in questi sette giorni intensi. La spiaggia di Torre dell’Orso con i suoi tornei di “schiaccia5”. Lecce e il suo buonissimo street-food. Il litorale di Alimini (Otranto) con le sue attrattive: parafly, bananone, jet boat, crazy ufo. Tra le attività sportive e ricreative ricordiamo: i tornei di padel, pallavolo e calcetto; le sfide a Hitster; la serata “GA Got Talent”; il party a tema hawaiano; e il videoclip “Noi ragazzi di oggi 40 anni dopo”.

Lo staff
Il campeggio è stato possibile grazie all’impegno dello staff: il past. Josè Nunez e il past. Isaac Afram, direttori di campo; l’ospite spirituale, past. Eugen Havresciuc e la cara consorte Mihaela; gli animatori, il past. George Caputi, Nicole Salazar, il past. Daniele Passaretta, Gabriella Barbuscia, Carolina Papera, Imma De Marzo, Italo Dolce, Ismaele Di Maggio; I responsabili della musica, Gabriele Nardoni e Eleonora Ricciardo; la cucina, Naomi Guelfo, Paolo Naso, Dario Ciantia, Noemi Castello e Joseph Nunez.

Ismaele Di Maggio

[Foto: campeggio dei giovani avventisti] 

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