In due decenni di preparazione umanitaria strategica, il programma si è sviluppato in una rete globale.
Quando si verifica una calamità, non c’è tempo per ripartire da zero. Le case sono già state distrutte. Le famiglie hanno già paura. Le comunità hanno bisogno di aiuto rapidamente. È necessario essere preparati prima di un disastro.
“Siamo pronti?” è stata la domanda difficile ma coraggiosa che ADRA si è posta vent’anni fa. Ed è stato un campanello d’allarme che ha cambiato tutto.
Nel 2004, lo tsunami in Asia ha scosso il mondo e con esso il settore umanitario. Nessuno era pronto a una tragedia così travolgente e ai bisogni immediati della popolazione sofferente.
Dopo gli interventi di aiuto e soccorso, ADRA ha avviato una profonda riflessione: “Eravamo preparati a qualcosa di così grande? Sapevamo come collaborare tra regioni diverse? Avevamo strumenti, sistemi e competenze condivisi quando tutto si muoveva rapidamente?”. Da questa analisi è emerso un impegno chiaro: la preparazione doveva essere importante quanto la risposta. È nato così il programma Emergency Response Team (ERT) di ADRA, il gruppo formato e preparato agli interventi nelle emergenze.
La formazione inaugurale si è svolta in Indonesia a ottobre 2006 e ha utilizzato un’eruzione vulcanica simulata per mettere alla prova la capacità di intervento immediato e le competenze pratiche sul campo. Robert Patton ha guidato l’esercitazione che ha stabilito una metodologia incentrata sull’apprendimento esperienziale e sul coinvolgimento della comunità locale, oltre a segnare un cambiamento di strategia in cui la preparazione è stata elevata allo stesso livello di priorità della risposta stessa.
Imparare facendo, prepararsi insieme e servire con umiltà sono, vent’anni dopo, ancora il cuore del programma ERT, sviluppatosi in una rete globale in espansione. L’iniziativa è passata da un solo corso di formazione a un percorso di apprendimento che include tre livelli: base, avanzato e leadership. Inoltre, prevede moduli specializzati come “Cash in Emergencies” (“contanti in caso di emergenza”), sviluppato in collaborazione con la rete CALP due anni fa. E questo permette di stare al passo con l’evoluzione della risposta umanitaria.
In due decenni, ADRA ha realizzato 54 corsi di formazione ERT, formato 764 persone, usufruito delle competenze di 121 formatori (provenienti da ADRA e dalle organizzazioni partner). I corsi sono stati ospitati in 34 Paesi, e 101 uffici nazionali dell’agenzia umanitaria avventista vi hanno partecipato.
Tutto ciò costituisce una capacità permanente di intervento. Decentralizzando la formazione e ospitando corsi più vicini alle zone ad alto rischio, ADRA garantisce che gli interventi nelle catastrofi siano guidate da coloro che possiedono le competenze geografiche e culturali più pertinenti. I recenti impegni in Europa esemplificano questa attenzione alla prontezza regionale. Dopo un corso di formazione completo in Slovacchia nel 2025, un successivo incontro a Belgrado, in Serbia, all’inizio del 2026 ha consentito agli uffici regionali di mettere in pratica l’attivazione dei Piani nazionali per la gestione delle emergenze. Queste esercitazioni garantiscono che, pur essendo gestita a livello locale, la risposta rimanga perfettamente integrata con le strutture di supporto globali.
La crescita del programma ERT è il risultato di investimenti costanti da parte di ADRA International e di un crescente livello di condivisione della responsabilità tra le sedi regionali. In un’epoca di crisi globali sempre più frequenti e complesse, la capacità di agire con coraggio e precisione si basa sulla scelta individuale e collettiva di essere pronti prima che si verifichi un disastro.
[Fonte: ADRA Europa e EUD News. Traduzione w adattamento: Lina Ferrara]
[Foto::ADRA Europa]









