Podcast: Download (Duration: 11:29 — 15.8MB)
Le possediamo fin dalla nascita, si rafforzano in famiglia durante la crescita ma è la scuola che può davvero valorizzare le competenze non cognitive e trasversali per lo «sviluppo armonico e integrale della persona», «migliorare il successo formativo» e, prevenire analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica». Per questa ragione, il Parlamento ha approvato la legge 22 del 19 febbraio 2025: “Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale” e il ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato uno specifico decreto il 15 gennaio e si appresta a pubblicare un “Avviso nazionale per selezionare le scuole e le reti di scuole che prenderanno parte alla sperimentazione triennale”. Che sarebbe dovuta partire già da quest’anno scolastico e, invece, a questo punto prenderà il via dal prossimo (da Avvenire del 17-02-2026, “
In classe entrano le competenze non cognitive: ecco che cosa sono” di
Paolo Ferrario). Abbiamo chiesto un parere al professor
Alessio Del Fante, per molti anni docente di storia e filosofia in vari licei fiorentini.
Foto: © Robert Kneschke | Dreamstime.com