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Scomparso sabato scorso a 96 anni a Starnberg, nel Sud della Germania, Jürgen Habermas era ormai l’ultimo filosofo del’900. (…) «C’è qualcosa di simbolico nella scomparsa di Jürgen Habermas in questa fase della storia del mondo e dell’Occidente – ha scritto nella sua pagina social Fulvio Ferrario –. Il filosofo proviene, com’è noto, dalla Scuola di Francoforte la quale, durante e dopo la II Guerra Mondiale, ha svolto un tentativo di pensare le radici del tracollo della ragione. In un contesto diverso, Habermas ha inteso riproporre la ragione (precisamente: la ragione comunicativa) come metodo per rendere meno disumana la convivenza e per consolidare il quadro democratico. Negli ultimi decenni, egli ha incluso le religioni tra i partner indispensabili a uno svolgimento sano di questa conversazione civile e politica: se non le si include, si esprimono diversamente, mediante i fondamentalismi (tratto dall’articolo Habermas, una “scomparsa simbolica” di Gian Mario Gillio, pubblicato su “Riforma” del 20-02-26). Claudio Coppini e Roberto Vacca intervistano sul pensiero e l’eredità di Habermas il professor Fulvio Ferrario, della Facoltà valdese di teologia di Roma.
Foto: www.open.online/2026/03/14/morto-jurgen-habermas






