I conflitti sono sempre più aspri. Quali sono le forze in gioco? Una riflessione alla luce della Bibbia.
Cosa dobbiamo pensare delle ostilità in espansione in Medio Oriente? Non lo so con precisione, scrive Shawn Boonstra in un articolo pubblicato su Adventist Review.
Dovremmo attribuirgli un significato profetico? Non per quanto riguarda Harmaghedon, continua l’autore. Questo nome, che letteralmente significa “la montagna di Megiddo”, evoca il ricordo di una valle reale nel nord di Israele, circondata da tre montagne emblematiche per la storia antica del popolo di Israele: il Carmelo, dove Elia affrontò i sacerdoti di Baal; il Gilboa, vicino al luogo dove Saul partecipò a una seduta spiritica a En-dor; il Tabor, che la tradizione indica come luogo della trasfigurazione di Gesù sul monte.
In Apocalisse 16:16, Giovanni usa questa storia per indicare qualcosa di importante sul futuro. Se abbiamo identificato correttamente le montagne, esse riguardano certamente il tempo della fine: uno scontro finale con la falsa religione simboleggiato dal Carmelo, il problema dello spiritismo degli ultimi tempi rappresentato dal Gilboa e, naturalmente, Cristo rivelato nella sua gloria sul Tabor, con i personaggi simbolo della risurrezione (Mosè) e della trasformazione dei viventi (Elia).
Lo stesso scenario descritto dall’apostolo Paolo in 1 Tessalonicesi 4:13-18 relativo alla seconda venuta di cristo.
Se Harmaghedon si riferisse a una sola di queste colline, credo che sarebbe quasi certamente il Carmelo, teatro di uno scontro finale tra verità ed errore, dove il fuoco scese dal cielo.
Una cosa sembra certa, aggiunge Boonstra: l’Apocalisse non ci descrive una battaglia letterale con carri armati e aerei. Apocalisse 16:14 ci dice che è coinvolto il mondo intero, e se anche ciò potrebbe essere vero per una singola valle in un’epoca in cui i droni combattono per procura, non pare l’interpretazione migliore. La valle di Megiddo misura circa 380 chilometri quadrati; potrebbe diventare il teatro di un grande conflitto globale, ma a nostro giudizio è poco probabile che questo sia il significato del riferimento.
Invece, è importante ricordare che Giovanni usa spesso il passato per rivelare qualcosa di importante sull’ultima battaglia combattuta da un punto di vista spirituale: il gran conflitto. Ad esempio, richiama la caduta dell’antica Babilonia letterale (il prosciugamento dell’Eufrate in Apocalisse 16:12) per plasmare la nostra comprensione di ciò che accadrà alla Babilonia spirituale degli ultimi tempi.
Apocalisse 19:11-16 mostra Cristo alla guida degli eserciti del cielo per sconfiggere i re della terra schierati contro di lui: “E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a colui che era sul cavallo e al suo esercito” (Apocalisse 19:19).

Il vero conflitto è spirituale, non militare, evidenzia l’autore dell’articolo. Non è da escludere che un grande conflitto possa scoppiare in Medio Oriente prima della fine, e non è impossibile che trascini la maggior parte del mondo nella lotta. Data l’instabilità della regione, non è difficile immaginarlo. Ma sarà la “grande battaglia”? No. Avrà un significato profetico? Certo:
1. abbiamo le parole di Gesù secondo le quali i conflitti internazionali cresceranno verso la fine (cfr. Matteo 24:6, 7);
2. Daniele 7 mostra le acque dell’umanità agitate dal vento sino alla fine. Cioè i conflitti internazionali saranno una caratteristica costante delle nazioni del mondo;
3. alcune persone che hanno una prospettiva dispensazionalista[1] vedono tutto questo come un potenziale Harmaghedon e un evento che precede la seconda venuta di Cristo. Una simile teoria da parte di chi ha accesso al potere potrebbe alimentare comportamenti e strategie pericolose;
4. a un certo punto ci sarà una contraffazione della seconda venuta di Gesù, accennata in 2 Tessalonicesi 2:9, dove si dice che l’uomo del peccato simulerà una parusia – parola usata altrove nel Nuovo Testamento per descrivere la seconda venuta di Cristo. È possibile che le forze delle tenebre usino i conflitti per spingere l’umanità a cercare la “pace e [la] sicurezza” di cui parla 1 Tessalonicesi 5:3. Qualsiasi grande svolta nella storia può contribuire a preparare il terreno per l’inganno finale, quando le persone spaventate dal caos, cercheranno la guida sbagliata;
5. e, naturalmente, un altro grave problema è che una lettura errata della profezia si rivelerà una distrazione dalla verità delle Scritture, tenendo le persone all’oscuro di fronte ai problemi reali in gioco nel gran conflitto.

Seguo gli eventi mondiali con attenzione, continua Shawn Boonstra, perché aspetto con ansia il ritorno Gesù. Come avventista, cerco sempre le prove che ci stiamo avvicinando a quel tempo. Ma ho anche imparato che la funzione della profezia non è tanto quella di prevedere il futuro nei dettagli, quanto di riconoscerlo quando accade. Fare previsioni è quasi sempre un gioco a perdere e abbiamo decenni di entusiasmo mal riposto alle spalle.
Mentre la guerra imperversa, la nostra responsabilità principale non è cambiata: il mandato evangelico rimane il nostro compito principale. Seguire lo sviluppo degli eventi mondiali, ma non lasciare che diventi una passione divorante. Non lasciamo che ci distragga dal cercare e testimoniare la grazia della salvezza a chi non conosce Cristo. E qualunque cosa facciamo, ricordiamo le parole di Gesù quando si riferì al suo ritorno: “Il vostro cuore non sia turbato” (Giovanni 14:1).
Nelle settimane a venire, conclude l’autore, potrete sentire voci che vi spingeranno ad avere molta paura. Potremmo essere preoccupati per le persone care che si trovano in pericolo. Piangeremo la crudeltà incomprensibile della guerra ed esprimeremo, giustamente, profonda costernazione per il fatto che l’umanità non riesce a risolvere i suoi problemi, ma la paura per gli eventi degli ultimi giorni non ci deve travolgere. Se non mi credete, chiosa Boonstra, prendete una Bibbia e cercate la frase “non temere”.
“Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina” (Luca 21:28).
Sì, seguo le notizie, conclude l’autore del pezzo. Sì, sono scettico su quasi tutto ciò che sento di questo conflitto. No, non credo che sia Harmaghedon e di certo non lascerò che mi distolga dal mio impegno nella missione della chiesa.
Note
[1] Il dispensazionalismo è la concezione che suddivide la storia umana e quella del popolo di Dio in particolare, in periodi, età, ere o “dispensazioni”. In ciascuno di quei periodi Dio avrebbe impartito particolari grazie, stabilito leggi, istituzioni, privilegi ecc. da considerarsi solo propri a quei periodi e non ad altri, ndt.
[Fonte: adventistreview.org. Tradotto e adattato da Giuseppe Cupertino e Veronica Addazio]
[Immagini: Marinela Malcheva, Banol2007, Dreamstime.com e Elf-Moondance, Pixabay.com]







