L’autrice dell’articolo immagina di scrivere una lettera a se stessa, quando era bambina.
Cara me più giovane,
sto per dirti una cosa che forse ti sorprenderà. Un giorno sarai riconoscente per un tempo speciale: il sabato[1]. Sì, ti vedo già alzare gli occhi al cielo da qui a quindici anni. Ma ascolta. Quello che ora ti sembra un’interruzione della vita normale, un domani diventerà il tuo rifugio.
Cominciamo da quegli aspetti del sabato che ti pesano di più, ora che sei bambina…
La preghiera in famiglia
Adesso non te ne rendi conto, ma quei momenti di ritrovo con i tuoi cari il venerdì sera e il sabato, sono più preziosi di quanto immagini. Lo so, ti sembra che ci siano cose più interessanti da fare. Ti offri di leggere il racconto biblico solo perché sai che lo fai più in fretta della mamma, oppure ti stendi sul divano inclinando la testa quel tanto che basta perché mamma e papà non vedano che stai chiudendo gli occhi. A che serve? Hai sentito quelle storie mille volte. E se papà farà ancora una domanda sulla morale del racconto… ?
Sai bene che, appena finisce il sabato con il culto serale, potrai recuperare quella serie TV, comprare quella maglietta nuova o incontrare quell’amica. È vero, sono cose piacevoli, ma non avere così urgenza di lasciarti alle spalle momenti speciali come questi.
Il sabato unisce le persone più di qualsiasi altro giorno. Durante la settimana fai sport fino a tardi, mamma e papà hanno delle riunioni, tuo fratello è impegnato con gli amici. Ma il venerdì sera sai che sarete tutti insieme.
Tra quindici anni sarai a 1.340 chilometri da casa, e ti mancherà sederti in famiglia per il culto del sabato. Vorresti che tua madre suonasse ancora una volta al pianoforte e, per una volta, sarai tu a fare una domanda al papà. Capirai che ciò che sembrava una routine scomoda era in realtà qualcosa di sacro, e anche temporaneo.
E se il culto in famiglia ti sembra noioso, la musica non aiuta molto, vero?

La musica del sabato e la presenza di Dio
Adesso pensi che ci sia un limite a quante volte puoi ascoltare certi canti in un solo giorno. Temevi i viaggi in auto di sabato, perché sapevi già cosa ti aspettava: gli stessi due dischi di inni cristiani ripetuti per ore. Prima quello dei Casting Crowns o l’altro di Steven Curtis Chapman?
Capisco come ti senti. “It Is Well” e “Graves Into Gardens” non sono proprio le canzoni di cui parlano i tuoi amici. I MercyMe non sono in cima alle classifiche e Lauren Daigle non è in tournée come le star del momento. Ma quello che ancora non vedi è che, un giorno, la musica del sabato calmerà il tuo cuore inquieto e, ironia della sorte, proprio con le parole di un canto che nemmeno ti piace, volgerà il tuo sguardo su Gesù.
Non c’è niente come la musica del sabato per accompagnarti a una resa sincera davanti al Re dei re. Le mattine del sabato diventeranno il tuo spazio sicuro. Ti ritroverai rinnovata da parole come: “Per tutta la mia vita tu sei stato fedele, per tutta la mia vita sei stato così buono”. Più di una volta ti sorprenderai a piangere prima ancora di arrivare al parcheggio della chiesa.
Quindi, usa quelle parole per lodare Dio per il dono rigenerante del suo sabato, lasciati attirare nella pace della sua presenza e comprendi che quella musica non ti trattiene, ma ti conduce a lui.
Il sabato non è fatto solo di preghiere e canti. A volte richiede anche delle rinunce.

I “no” che dirai plasmeranno la tua fede
So che non è stato facile dire no al campionato regionale di ginnastica o all’ultima partita della stagione di pallavolo. So che hai perso quella festa di compleanno a cui sono andati tutti, la gita al centro commerciale con gli amici, e quell’esame che avrebbe potuto aprirti nuove strade. Ti sembra che la tua fede ti abbia impedito di costruire amicizie, bloccato opportunità e sottratto delle esperienze. È un modo di vedere le cose. Ma un giorno capirai che ogni “no” ha costruito abitudini, formato il carattere e dato una testimonianza, anche in silenzio.
La verità è che continuerai a dire no anche in futuro. Ma invece di provare risentimento, ne trarrai forza. Ogni “no” che pronunci afferma chi sei e a chi appartieni. Tutti i tuoi “no” fanno spazio ai “sì” di Dio.
E più avanti, quando la vita inizierà a sembrarti più pesante di quanto riesci a sopportare, vedrai il sabato con occhi completamente nuovi.
Il sabato sarà la tua ancora nelle tempeste della vita
Presto ti sembrerà di affogare negli esami universitari. Poi sentirai il peso di correre da una responsabilità all’altra. Verrà un tempo in cui il lavoro sarà troppo e il tempo troppo poco. E oltre a questo, arriveranno delle prove: infortuni che ti rallentano, incertezze sul futuro, relazioni che si interrompono, tensioni che non si allentano. In mezzo a tutto questo, a volte perderai di vista Dio. Trascurerai la lettura quotidiana della Bibbia. Persino la preghiera passerà in secondo piano.
Ma poi, quando il sole scenderà oltre l’orizzonte il venerdì sera, all’improvviso la tempesta si calmerà. Il sabato ti ricorda di deporre i tuoi pesi ai piedi di Gesù. Qualunque cosa ti abbia appesantito durante la settimana non è mai troppo gravosa perché Dio non possa sollevarla dalle tue spalle.
Un giorno capirai che tipo di dono sia. Tra scadenze, bollette, spese e appuntamenti, una cosa resta stabile: il sabato arriva sempre, portando ristoro al corpo, allo spirito e alla mente. È il giorno su cui puoi contare quando tutto il resto sembra incerto.
So che adesso ti è difficile vedere il sabato come qualcosa di diverso da un’abitudine ordinaria e scomoda. Ma un giorno capirai perché Dio lo ha chiamato santo. Lo sceglierai per te stessa, non solo perché lo fanno i tuoi genitori. E quando accadrà, troverai riposo quando sei stanca, appartenenza quando ti senti sola, guarigione quando sei ferita, e uno spazio in cui incontrare Dio stesso.
Da te, che finalmente ha capito.
Hannah Drewieck
Note
[1] Dopo i sei giorni creativi, Dio si riposò il settimo giorno e istituì il sabato come memoriale della creazione. Il quarto comandamento richiede l’osservanza del settimo giorno, il sabato, come giorno di riposo, di culto e di servizio in armonia con l’insegnamento e l’esempio di Gesù, Signore del sabato (cfr. Ge 2:1-3; Es 20:8-11; Mt 12:1-12). Per approfondire, leggi qui.
[Fonte: adventistreview.org. Tradotto dalla redazione]
[Immagini: Antonio Guillem, Evgenyatamanenko e Maksim Prochan, Dreamstime.com]







